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“Siamo ancora in attesa di conoscere dove sono state allocate le risorse variabili dei FUA dei Ministeri, scomparse in sede di legge di assestamento del bilancio 2015 e destinate a retribuire prestazioni già effettuate  e continuiamo a domandarci come il Governo pensi di riconoscere ai lavoratori i compensi spettanti”.  
Lo afferma in una nota il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, aggiungendo: “Non vorremmo neanche ipotizzare che qualcuno abbia pensato di mettere le mani su tutte o su parte delle somme riservate al salario accessorio dei dipendenti ministeriali, demandandone la gestione a soggetti terzi, magari di estrazione bocconiana,  e giustificandone il prelievo coattivo attraverso il ricorso a qualche formulazione normativa oscura e sibillina del ddl di riforma della PA, che ha prodotto un generalizzato rafforzamento del ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella gestione e nel controllo delle attività delle amministrazioni pubbliche”.   
“Ricordiamo – continua Turco – che i Fondi Unici di Amministrazione, come si evince dalla stessa denominazione, sono risorse destinate ad essere gestite ed utilizzate unicamente dall’Amministrazione interessata per la remunerazione della produttività dei lavoratori nonché di tutta una serie di prestazioni particolari definite a livello di contrattazione collettiva”.  
Prosegue il Segretario Generale della Uilpa: “Nonostante la recente esperienza del Ministero dei Beni Culturali, che pure ha avuto un riscontro positivo nella percezione dell’opinione pubblica, è vergognoso che si continui a giocare sulla pelle dei lavoratori e sui diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini. Si tratta di lesioni devastanti, destinate a produrre danni enormi al sistema pubblico per aprire la strada alla privatizzazione dei servizi, con un ulteriore aggravio economico per la collettività che si troverà a dover pagare di tasca propria ciò che fino ad oggi è stato gratuitamente assicurato”.
“Noi – aggiunge Turco – stiamo conducendo un’indagine, ormai in dirittura finale, sull’esternalizzazione di servizi e attività delle amministrazioni pubbliche. La scelta del ricorso all’affidando dei servizi in outsourcing si pone in netta controtendenza rispetto alle stesse politiche di spending review sposate  anche da questo Governo. Ma evidentemente in questo Paese la revisione della spesa è assai lontana dalla concezione anglosassone di razionalizzazione della spesa pubblica, al punto tale da perseguire risultati del tutto opposti a quelli teorizzati. E rispetto ai risultati di tale analisi assumeremo tutte le iniziative del caso”.
Incalza Turco: “Avvisiamo il Governo che non siamo disposti a subire ulteriori affronti e che, se non rispetta le regole, siamo pronti a dare risposte nella stessa direzione! Nessuna ennesima campagna mediatica o tweet potranno contrastare  l’operazione VERITA’ che saremo capaci di mettere in campo.  Non consentiremo a nessuno di appropriarsi dei nostri soldi. E sarà scontro anche per il rinnovo dei contratti. Dopo oltre 2.100 giorni senza contratto e dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non siamo disponibili ad aspettare ancora come non siamo disponibili a rinnovare i contratti con somme risibili. Chi pensa di poter fare a meno del Sindacato avrà la risposta che merita”.
Conclude Turco: “Il Governo ci deve 7 miliardi di euro, lo hanno quantificato la Ragioneria generale e l’Avvocatura generale dello Stato, sollecitate dallo stesso Esecutivo. E’ giunta l’ora del redde rationem!”