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"Tutte le cifre che circolano sono solo provocazioni. Per rinnovare il contratto del pubblico impiego, il governo sa benissimo che servono 7 miliardi di euro, su questo non ci possono essere sconti. E se ci renderemo conto che le intenzioni del governo non vanno in questa direzione, prenderemo in considerazione tutte le iniziative possibili, e quando dico così intendo anche lo sciopero". E' duro Nicola Turco, segretario generale della Uilpa, che, con Labitalia, commenta le indiscrezioni che parlano di 400-500 milioni di euro che il governo metterebbe a disposizione per il rinnovo dei contratti della Pa.

Cifre assolutamente insufficienti, per il sindacato. "A dire che servono 7 miliardi -continua Turco- sono stati in primis l'Avvocatura e la Ragioneria dello Stato. Quindi il governo non può tornare indietro e deve trovare le somme necessarie a questo intervento".

E le risorse per i rinnovi non devono arrivare dai tagli a risorse già a disposizione del pubblico impiego. "Nella legge di assestamento di bilancio il governo -spiega Turco- sta rastrellando le risorse del Fua. Al governo diciamo che se sta pensando di rastrellare così risorse per il rinnovo del contratto si sbaglia di grosso: il contratto non si può rinnovare con soldi già nostri, non devono andarci di mezzo i servizi per la collettività".

E, secondo Turco, "il rinnovo del contratto non è solo una questione di giustizia sociale, ma anche economica". "Questo perchè, a nostro parere, un verro rilancio dei consumi si può avere solo con un rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione alle cifre che il governo già conosce", sottolinea.

E sulla riduzione del numero dei comparti il sindacato aspetta la convocazione all'Aran con serenità. "Non daremo alibi al governo -sottolinea Turco- per non far partire la trattativa per il rinnovo dei contratti. Siamo pronti a trovare l'accordo sui comparti, che devono essere appunto 4 come stabilito dalla legge".

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