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“Diciamo no al rischio privatizzazione degli arsenali”. Così Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa hanno commentato l’incontro sulla riorganizzazione degli stabilimenti industriali della Marina Militare. “Al contrario, serve un piano industriale organico e partecipato, commisurato alle attuali esigenze della Difesa e coerente con le disposizioni normative relative alla revisione dello strumento militare".

“Abbiamo evidenziato” – continuano le tre sigle – “le incongruenze tra il percorso a suo tempo tracciato dalla Marina sui processi di riforma dell'area industriale e quello risultante dalla recente pubblicazione del libro bianco sulla Difesa del ministro Roberta Pinotti. Si rischia infatti di mettere in discussione gli assetti operativi tipici della Marina stessa, con particolare riferimento agli stabilimenti industriali, di cui si paventa addirittura la privatizzazione e la contestuale attribuzione del personale civile alle imprese private, vanificando di fatto anche le norme di reinternalizzazione dei servizi stabilite dalla legge 244/2012 e dai successivi decreti attuativi.”

“È del tutto evidente” - concludono - “che se ciò fosse confermato, il cambiamento di linea politica resa manifesta con il libro bianco, che di fatto contrasta con la normativa vigente, imporrà l’apertura di un tavolo di confronto con il ministro anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del personale civile dell’intera amministrazione della Difesa, oltre che di verificare le conseguenze che si potranno generare a livello di impatto economico e sociale nei territori in cui sussistono gli stabilimenti industriali.”

In allegato il comunicato stampa unitario.