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“Bocciato, dunque, dalla Consulta il Referendum abrogativo della disciplina pensionistica introdotta dalla Legge Fornero, sul quale la UILPA aveva fin dall’inizio espresso un giudizio assolutamente positivo.” Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, aggiungendo: “Avevamo fortemente auspicato il positivo vaglio di ammissibilità da parte dei giudici della suprema Corte affinché attraverso il referendum si potesse ripristinare una situazione di giustizia e di equità sociale per tutte quelle lavoratrici e per tutti quei lavoratori, pubblici e privati, iniquamente penalizzati dalla peggiore riforma del sistema pensionistico del nostro Paese, nata nel corso del governo Monti.”

Continua Attili: “Una riforma che ha arrecato gravissimi danni alla vita delle persone e prodotto conseguenze disastrose su tutto il mondo del lavoro. Non a caso, il prolungamento dell’età pensionabile costituisce anche la causa primaria dell’invecchiamento delle pubbliche amministrazioni e delle imprese, in quanto ha reso di fatto impraticabile il naturale processo di ricambio generazionale in tutte le realtà lavorative del nostro Paese, contribuendo in modo significativo al progressivo aumento del tasso di disoccupazione.”

“Il responso della Consulta”, aggiunge il Segretario Generale della UILPA, “ha annullato la speranza di milioni di italiani estenuati dal susseguirsi di provvedimenti che non solo hanno inciso sulla qualità della vita e sulla dignità delle persone ma hanno notevolmente ridotto quel perimetro di democrazia necessario per assicurare la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti. Si tratta di una china pericolosa, verso la quale il Paese sta rovinosamente precipitando. Ciò che ancor più ci preoccupa sono le spinte, consapevoli e premeditate, con le quali le politiche di governo accelerano il declino sociale ed economico del Paese, affossano la democrazia e cercano di scardinare quei fondamenti che i nostri Padri Costituenti, con grande sapienza e coscienza civile, avevano posto alla base della nostra Repubblica. Il fatto odierno si inquadra per l’appunto in questo fosco contesto.”

“Al termine di un procedimento rigoroso”, prosegue Attili, “espressione della volontà popolare nel pieno esercizio dei principi di democrazia, che ha portato alla certificazione, da parte della Corte di Cassazione, del raggiungimento della quota delle 500mila firme per il referendum abrogativo della Riforma Fornero, arriva la decisione di inammissibilità della Corte Costituzionale. Un verdetto che spegne la speranza di milioni di italiani di poter eliminare dal nostro ordinamento norme inique che hanno cagionato danni sociali ed economici incommensurabili.”

“A questo punto”, si domanda il Segretario Generale della UILPA, “è possibile ancora credere nell’indipendenza, nell’imparzialità e nella posizione di terzietà dei Giudici costituzionali? Quanto ha inciso l’influenza della politica in questa decisione?”

“Prima di dare una nostra personalissima risposta”, conclude Attili, “aspettiamo il deposito della sentenza per poter conoscere le motivazioni che hanno determinato la decisione di inammissibilità.”