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Il 12 dicembre noi parteciperemo compatti allo sciopero generale proclamato da UIL e CGIL per dire “NO” alle politiche del Governo Renzi.

Ma noi ci fermeremo soprattutto per dire “NO” alle politiche del Governo Renzi sul pubblico impiego.

E lo faremo non soltanto per manifestare il nostro dissenso sulla proroga del blocco dei contratti e per rivendicare il sacrosanto diritto all’adeguamento delle nostre retribuzioni al costo della vita ma anche per denunciare l’incapacità dimostrata da questo Governo nel costruire una vera riforma della Pubblica Amministrazione.

Uno pseudo-riformismo che si colloca su una direttrice di perfetto “continuismo” con quello dei precedenti governi. Si continuano a perseguire obiettivi di risparmio sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Ed i risultati sono sempre gli stessi: svilimento del lavoro pubblico, penalizzazione dei dipendenti pubblici, peggioramento dei servizi erogati alla collettività.

La soppressione di uffici sul territorio e la mobilità coatta dei lavoratori, unitamente al demansionamento degli stessi, costituiscono il perno della “riforma” introdotta con il decreto legge 90/2014, il c.d. decreto Madia: un’effimera chimera, un “nulla di fatto” sul piano dell’efficientamento, della funzionalità, della lotta agli sprechi nella Pubblica Amministrazione.

Si è legalizzata, invece, la potestà di intervenire con prepotenza nella vita di tante persone e di tante famiglie. Nel momento stesso in cui si sentono pronunciare intenti subliminali nell’ambito della conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia, di tutela della genitorialità, si pongono in essere dei veri e propri “delitti parentali”!

Emblematico è il caso della soppressione dell’Ufficio Territoriale dell’Agenzia delle Entrate di Agropoli e del contestuale trasferimento, in virtù delle disposizioni introdotte dal decreto Madia, di tutto il personale (20 unità) in sedi diverse: Vallo della Lucania, Eboli e Salerno.

Tali sedi distano tutte più di 30 chilometri di percorrenza stradale dalla sede di provenienza. Anzi, a dire il vero, Salerno dista da Agropoli ben 58,5 Km di percorrenza stradale ma evidentemente l’Amministrazione deliberante ha fatto riferimento alla distanza “in linea d’aria” (41 Km). Peccato che i dipendenti pubblici siano ancora sforniti di ALI! Un’ulteriore beffa che si aggiunge all’evidente danno.

Ma la questione non si esaurisce qui. Il provvedimento del Direttore Provinciale di Salerno dispone il trasferimento del personale “in via provvisoria”. Ciò significa che, in un futuro non ben definito, questi lavoratori saranno nuovamente trasferiti in altra sede, entro i 50 km... in linea d’aria.

Sono del tutto evidenti le ricadute di tali deliberazioni sulla vita personale e familiare dei lavoratori trasferiti. L’organizzazione della propria esistenza, già di per sé complicata in relazione alle difficoltà di conciliare le esigenze professionali ai bisogni dei figli e, spesso, alle necessità di genitori anziani, diventa all’improvviso tutta da rifare, determinando anche costi aggiuntivi per spostamenti, trasporti, aiuti nella gestione familiare. E, quando, ci si è riorganizzati, l’ulteriore trasferimento, già preannunciato, implicherà un altro “riassetto”. Il tutto, ovviamente, sempre con gli stipendi bloccati e con un potere d’acquisto orami eroso fino all’osso, che non consente più di far fronte ai bisogni, spesso anche primari, della vita.

Non ci stiamo!

Ed anche per questo il 12 dicembre NOI SCIOPEREREMO E FERMEREMO IL PAESE!