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Comunicato Stampa del Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili.

“Ancora una volta dalla Corte dei Conti giungono dati allarmanti sulla dimensione del fenomeno dell’evasione fiscale in Italia. La magistratura contabile, nell’ambito della relazione che illustra l’Indagine sugli effetti dell’azione di controllo fiscale in termini di stabilizzazione della maggiore tax compliance, ha evidenziato come il perdurare delle anomalie insite negli attuali meccanismi di denuncia e di accertamento fiscale determini ogni anno ingenti perdite di risorse a danno dell’erario, circostanza ulteriormente aggravata dalla mancanza di leve deterrenti nel sistema di contrasto all’evasione fiscale”.

Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, il quale ha evidenziato: “Dall’analisi della magistratura contabile emergono molti elementi significativi, come quelli relativi alla composizione della platea dei contribuenti. In particolare, emerge che il 79% del gettito IRPEF 2013, derivante da adempimento spontaneo, proviene dalle ritenute operate sui redditi di lavoratori dipendenti e pensionati, un esercito di 30 milioni di contribuenti che non hanno praticamente possibilità di evasione. A fronte di essi, 6 milioni di contribuenti indipendenti i quali, al contrario, possono autodeterminare la propria condotta fiscale, anche in ragione delle probabilità di essere scoperti e dell’entità delle sanzioni. Detto questo”, prosegue Attili, “fa ancor più riflettere il dettaglio della situazione degli accertamenti effettuati dall’Amministrazione finanziaria nell’anno 2013: nei confronti di questi 6 milioni di contribuenti, titolari di impresa e professionisti, la percentuale di controlli eseguiti è pari al solo 3% e si riferisce, per la quasi totalità, alle grandi e medie imprese. Praticamente sulle imprese di minori dimensioni e sui professionisti, che costituiscono il 95% della platea dei contribuenti indipendenti, i controlli ex post hanno carattere del tutto eventuale ed episodico. In conclusione tanto più elevata è la possibilità di evadere tanto più bassa è la percentuale di essere sottoposti ad accertamento fiscale”.

“È sconcertante”, continua il Segretario Generale della UILPA, “che la maggior parte dei controlli e degli accertamenti siano indirizzati verso soggetti che hanno una minima potenzialità di evasione mentre in tutti quei segmenti di attività libero-imprenditoriale, che godono del libero arbitrio fiscale, prolifera un’evasione di massa, che rimane praticamente incontrollata”.

Conclude Attili: “Evidentemente quella di non agire è una precisa scelta politica del premier Renzi. Peccato, perché sarebbe un'ottima occasione per dimostrare che la sua non é una politica di soli annunci e contemporaneamente per trovare quelle risorse necessarie sia a rilanciare la nostra economia attraverso il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti sia ad abbassare il livello del nostro indebitamento, ma si sa che, se parlare è semplice, per fare questo tipo di interventi occorre coraggio, dote che sembra mancare a questo Premier, forte con i deboli e debole con i forti."

Roma, 4 dicembre 2014