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Venerdì 12 dicembre si terrà lo sciopero generale contro Jobs Act e manovra indetto da Cgil e Uil e ufficializzato mercoledì 21 novembre, alla vigilia dei lavori di apertura del XVI Congresso Uil. La Cgil ha aderito alla richiesta del sindacato di via Lucullo e la data dello sciopero generale è stata spostata dal 5 al 12 dicembre.

Una scelta inevitabile dopo l’atteggiamento esibito dal Governo nel corso di un confronto che ha lasciato completamente insoddisfatte le richieste di Cgil, Cisl e Uil. La riunione, figlia della manifestazione unitaria dell'8 novembre che aveva portato in piazza oltre 100mila lavoratori, si è conclusa con un “nulla di fatto”, dimostrando ancora una volta il totale disinteresse politico nei confronti delle problematiche del lavoro pubblico. Sul nodo principale della questione, quello relativo del rinnovo dei contratti dei dipendenti del pubblico impiego, non c’è stata alcuna apertura da parte del Governo.

«Nel 2015 non sono previste in bilancio risorse per i rinnovi contrattuali e non prendiamo impegni per il 2016». Queste le laconiche parole con le quali il ministro Madia ha risposto alle richieste delle Organizzazioni Sindacali ovvero l’espressione emblematica di un atteggiamento che ha confermato che non esiste la volontà politica di risolvere un problema che riguarda ben tre milioni e duecentomila lavoratori, le cui retribuzioni sono ferme ormai da sei anni con le conseguenze che ben conosciamo: erosione delle buste paga, con conseguente perdita del potere di acquisto, ed impossibilità di sopravvivenza per tante, troppe famiglie. E nel contempo, si mette mano ad una riforma della Pubblica Amministrazione senza senso, figlia dell’incompetenza e della faciloneria.

Se questo Governo ha deciso di smantellare la Pubblica Amministrazione e di calpestare la dignità dei lavoratori pubblici, NOI non ci stiamo. Non è assolutamente ipotizzabile perseverare con scelte politiche che pensavamo appartenessero ormai ad un passato fosco, che ci eravamo illusi di dimenticare in fretta per poter ripartire con politiche innovative, con scelte coraggiose per tagliare i privilegi delle caste, gli sprechi, le inefficienze e per investire finalmente, in modo serio, sulla P.A. e su chi ci lavora, il grande capitale che possediamo e che pretendiamo di difendere, costi quel che costi. Questo Governo ha tradito la fiducia di milioni di cittadini, di lavoratori, di pensionati.

Forte di un consenso elettorale ottenuto con promesse non mantenute, Matteo Renzi si è fatto portavoce di una politica che ignora i reali bisogni del Paese, le esigenze del mondo del lavoro ed i bisogni primari di tutti i cittadini.

ORA DICIAMO BASTA!

Auspichiamo che nelle prossime ore si pervenga alla condivisione della data dello sciopero generale con Cisl e Cgil, al fine di continuare insieme nel cammino unitario intrapreso insieme per la difesa del mondo del lavoro, dei cittadini e del Paese. Domani mattina l’incontro tra i Segretari Generali delle tre Confederazioni.

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