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GRAZIE perché, nonostante le avverse condizioni climatiche che hanno preceduto la giornata della manifestazione unitaria, siete arrivati a Roma, da tutta Italia, superando ogni più rosea previsione. In 100.000 avete gremito Piazza del Popolo per rivendicare il RISPETTO nei confronti del lavoro pubblico ovvero di quelle professioni che consentono a tutti i cittadini l’esercizio dei diritti di cittadinanza.


Primi protagonisti di questa giornata siete stati VOI stessi, raccontando le vostre storie. Una preziosa testimonianza delle realtà in cui operate, in condizioni sempre più spesso precarie e poco dignitose. E soprattutto con uno stipendio che, con il sesto anno di blocco salariale, rende sempre più difficile vivere un’esistenza dignitosa.
La manifestazione ha avuto una sola voce: quella dei lavoratori dei servizi pubblici, degli operatori che garantiscono quotidianamente il diritto alla giustizia, all’istruzione, alla salute, alla previdenza, alla sicurezza, al soccorso pubblico nonché lo svolgimento delle funzioni dello Stato ovvero di quella grande entità che rende un Paese civile degno di questo nome.
Grazie alla VOSTRA partecipazione - intensa, sentita, viva – avete dimostrato che, nonostante gli attacchi politici ai corpi intermedi, il SINDACATO è presente, forte, determinato, tenace e rappresentativo.
GRAZIE perché i "gufi" che speravano in un flop, sono rimasti delusi.
Non siamo presuntuosi ma siamo fermamente convinti che nessuna manifestazione a sostegno della politica del governo avrebbe riempito una piazza come Piazza del Popolo. Una piazza in cui 100.000 anime hanno dato prova di grande attaccamento al proprio lavoro e di un ORGOGLIO di appartenenza che nessuno mai riuscirà a scalfire.
Gli addetti al funzionamento della Pubblica Amministrazione – impiegati di ministeri, agenzie fiscali, enti previdenziali, enti di pubblica utilità, enti locali, insegnanti, docenti universitari, ricercatori, infermieri, medici, vigili del fuoco, operatori del soccorso pubblico, polizia penitenziaria etc. etc. – hanno manifestato il proprio profondo disagio e il senso di impotenza dovuto alle condizioni di inadeguatezza in cui sono costretti ad operare e che, sempre più spesso, impediscono di offrire delle risposte commisurate alle richieste ed alle esigenze dei cittadini. La politica dei tagli lineari continua a sottrarre risorse alle amministrazioni pubbliche e a tutti coloro che ci lavorano. Un lavoro non comune, un lavoro che non è destinato a scopi di lucro ma il cui unico profitto è la soddisfazione dei bisogni della collettività.
I presidi di democrazia continuano ad impoverirsi. Ma se qualcuno pensa che NOI permetteremo questo scempio ha fatto male i suoi conti. Non consentiremo a nessuno di smantellare la Pubblica Amministrazione nè di calpestare la NOSTRA DIGNITA’.
In piazza lo abbiamo dimostrato con l’orgoglio che ci contraddistingue. Abbiamo portato le nostre testimonianze ai cittadini, che sono i primi a pagare lo scotto delle scellerate politiche sul “pubblico”.
Ci auguriamo che il governo abbia recepito le NOSTRE richieste, le richieste delle migliaia di lavoratori che hanno manifestato all’unisono, a Roma e nelle altre iniziative di mobilitazione locali. Auspichiamo che abbia percepito il malessere diffuso, il malumore, il senso di inadeguatezza che hanno svilito il ruolo del lavoro pubblico, rendendolo carente di quella stessa essenza che ne costituisce il valore fondante.
Ora vogliamo risposte tempestive e concrete, riscontri che si identifichino in fatti certi, non in parole o promesse.
Altrimenti la risposta dei lavoratori pubblici non potrà che essere una sola.