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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, FUNZIONI CENTRALI: SENZA UN VERO PROGETTO RIFORMISTICO NON SI VA DA NESSUNA PARTE, DI SOLI TAGLI SI MUORE!

Sono anni che la Pubblica Amministrazione viene umiliata dai tagli lineari, neanche i cosiddetti tecnici sono riusciti a valorizzare il lavoro pubblico e a rendere competitivo il Paese, attraverso una macchina più efficiente. Si continua a danneggiare il servizio pubblico offerto ogni giorno ai cittadini.

Continuare a parlare della Pubblica amministrazione soltanto e solamente in termini di costi lede la tutela di diritti costituzionalmente garantiti. La Pubblica amministrazione è l'unico vero presidio di democrazia e di garanzia di servizi equi e solidali per la cittadinanza.

60 milioni di cittadini, pensionati, malati, lavoratori e imprese ogni giorno entrano in contatto con lo Stato, attraverso i suoi dipendenti, per ottenere servizi. Non si può continuare a smantellare la pubblica amministrazione come si è fatto negli ultimi venti anni, tagliando i servizi e togliendo dignità agli operatori. È un grave errore che peserà sulle generazioni future.

Il governo dei giovani prosegue la più vecchia delle politiche e si tagliano altri 4 miliardi dai bilanci dei ministeri che fanno seguito ai prelievi fatti nelle precedenti legislature.

Solo dal 2009 sono intervenuti 6 provvedimenti, per un taglio complessivo ai bilanci di oltre 10 miliardi medi all'anno.

A questi vanno aggiunti 3 miliardi (sempre dal 2009 ad oggi) di riduzione di spesa per il personale, che nelle amministrazioni centrali (ministeri, epne, agenzie fiscali) è sceso di 23mila unità (33mila dal 2007).

A fronte dei tagli la spesa complessiva delle amministrazioni centrali continua ad aumentare: +3 miliardi negli ultimi 2 anni (2011-2013) e con una previsione al rialzo di altri 12 miliardi di qui al 2018.

 

Perché?

- Consumi intermedi che continuano a correre: appalti, incarichi, consulenze...

- una spending review che, nonostante 3 commissari straordinari (Giarda, Bondi, Cottarelli), i governi hanno sempre trasformato in tagli lineari

- riordini falsi e mai completati che hanno portato più guai che benefici (a partire da Difesa e Giustizia).

 

Per l'attuazione della Legge di stabilità 2015 sono previsti tagli di notevole entità al Lavoro, all'Istruzione, alla Salute, all'Economia: sono tagli alle prestazioni sociali e scolastiche, ai servizi di assistenza fiscale, ai servizi alla salute.

Sono tagli al servizio pubblico a danno dei cittadini.

I tagli alla Giustizia, all'Interno, allo Sviluppo Economico, all'Ambiente, agli Esteri, alle Politiche Agricole e alle altre amministrazioni sono tagli destinati ad interferire sulle funzioni costituzionali dello Stato.

I tagli alle retribuzioni dei lavoratori pubblici, i cui contratti rimangono bloccati, sono tagli che minano l'efficienza di tutto il sistema pubblico.

I lavoratori dei ministeri, degli enti pubblici non economici e delle agenzie fiscali assicurano ai cittadini l'esercizio della democrazia e la presenza dello stato sul territorio.

Eppure il personale in servizio si riduce progressivamente ed inesorabilmente.

Dal 2007 al 2012 si registra un calo complessivo nei tre comparti pari all'11,2%, quasi il doppio di quello relativo alla Pubblica Amministrazione nella sua globalità.

 

#Pubblico6Tu:  I LAVORATORI PUBBLICI DELLE FUNZIONI CENTRALI DIFENDONO IL TUO DIRITTO ALLO STATO CONTRO IL GOVERNO DEI TAGLI!

SABATO 25 OTTOBRE INCONTRANO I CITTADINI!