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COMUNICATO STAMPA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, BENEDETTO ATTILI.

“Ancora una volta la Corte dei Conti, in sede di giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato relativo all’esercizio finanziario 2013, richiama l’attenzione delle forze politiche e delle Istituzioni sui costi dell’evasione fiscale e della corruzione, costi non quantificati ma tali da condizionare pesantemente lo sviluppo dell’economia e da incidere gravemente sulle potenzialità di sviluppo del Paese”.

Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, il quale ha evidenziato “come da anni la magistratura contabile non perda occasione per ribadire l’assoluta necessità di recuperare le ingenti risorse che si disperdono ogni anno a causa di tali fenomeni. In particolare, l’abbattimento dell’evasione fiscale, o quanto meno la sua riconduzione nella media degli altri paesi europei, consentirebbe di far rientrare nelle casse pubbliche miliardi di euro, eliminando la necessità di ricorrere periodicamente a misure di restrizione, penalizzanti per cittadini e lavoratori dal momento che sono destinate a ripercuotersi sia sul livello dei servizi pubblici erogati sia sulla qualità della vita personale e familiare.”

Continua Attili: “Mentre da una parte l’evasione fiscale continua a sottrarre un’enorme massa di denaro pubblico, dall’altra la pressione fiscale nei confronti dei cittadini onesti aumenta per far fronte all’emergenza. Tasse e balzelli proliferano, provocando un abbattimento imponente del reddito del nucleo familiare. Le stesse imposte sulla casa, contrariamente alle promesse del Governo, non solo quest’anno peseranno di più sulle tasche degli italiani ma lo faranno in modo non socialmente equo stanti le diverse modalità impositive stabilite dai comuni. Il tutto appesantito da calcoli spesso complessi che rendono necessario il ricorso ai centri di assistenza fiscale o a professionisti del settore. Il tutto in barba alla semplificazione.”

“Ma tutto ciò”, conclude il Segretario generale della UILPA, “è un problema dei cittadini virtuosi, di coloro che realmente contribuiscono e si impoveriscono, mentre l’evasione fiscale rimane un problema sul quale le soluzioni non si trovano o, meglio, non si vogliono trovare. Ed allora diventa più che lecito chiedersi il motivo per cui non si investono risorse per adottare strumenti efficaci di contrasto, potenzialmente in grado di risollevare il nostro Paese in termini di sviluppo e di competitività mentre, al contrario, si disperdono risorse ed energie per dar vita a psuedo-riforme, come quella della P.A., nell’assurdo convincimento che tutti i problemi dell’Italia saranno risolti grazie alla mobilità coatta dei pubblici dipendenti ed al loro demansionamento nonché puntando all’indebolimento delle organizzazioni sindacali che li tutelano e li rappresentano.”