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Le prime anticipazioni sul contenuto del provvedimento relativo alla Riforma della Pubblica Amministrazione non lasciano presagire nulla di  buono. L’enfasi  ed i proclami con i quali Matteo Renzi e il Ministro per la P.A. Maria Anna Madia avevano annunciato un progetto di riforma condiviso con i lavoratori non sono stati altro che una mera dichiarazione di intenti.  L’iniziativa di acquisire proposte e consigli attraverso lo strumento delle mail all’indirizzo dedicato Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. si è rivelata un’operazione di taglio esclusivamente propagandistico, un grande bluff.

La decisione di convocare le Organizzazioni sindacali solo alla vigilia della presentazione del provvedimento in Consiglio dei Ministri, senza la possibilità di costruire un progetto di riforma condiviso e partecipato, è equiparabile ad una mera  formalità da espletare per dare all’opinione pubblica l’impressione di avere compiuto il passaggio essenziale con i rappresentanti dei lavoratori.

MA COSI’ NON E’!

Nonostante le reiterate richieste di incontro, di confronto, nonostante le idee e le proposte presentate da chi  conosce bene la realtà della Pubblica amministrazione, l’atteggiamento del Ministro Madia si è rivelato peggiore di quello dei suoi predecessori. Ci eravamo illusi di avere a che fare con un governo “democratico”,  tanto è che gli stessi lavoratori pubblici, con il proprio consenso elettorale, hanno contribuito a dare forza a questo governo.

Questa ora è la contropartita! Mobilità obbligatoria, pre-pensionamenti e per chi non ci sta licenziamenti!

Una psuedo-riforma che ancora una volta si abbatte come una scure sui dipendenti pubblici, con misure destinate ad avere ripercussioni negative sulla vita personale e professionale dei lavoratori nonché sulla funzionalità e l’efficienza del mondo delle Pubbliche Amministrazioni. Tutto senza il confronto e la condivisione con le Organizzazioni Sindacali, secondo un progetto mirato a sminuire sempre di più il ruolo della rappresentanza, garantito dalla stessa Costituzione.

E tutto senza avere alcuna assicurazione sulle giuste aspettative dei lavoratori rispetto ai rinnovi contrattuali. Forse il Ministro della P.A. dimentica che ben 1/3 delle mail ricevute dai lavoratori pubblici conteneva la richiesta di sblocco dei contratti.

Non ci saranno promesse che tengano, vogliamo i fatti! E non siamo disponibili ad accettare misure inique che  minano l’equilibrio e la sfera privata e professionale dei lavoratori pubblici, non è questo il metodo per migliorare l’erogazione dei servizi pubblici in termini di efficienza e qualità.

Siamo pronti ad una grande  MOBILITAZIONE!    Questa non è la riforma che vogliamo e non passerà sulla nostra testa “sic et simpliciter” .

Nei prossimi giorni renderemo pubbliche tutte le iniziative di lotta, una cosa è certa: la UIL Pubblica Amministrazione non rimarrà a guardare!