“MISURE SU PUBBLICO IMPIEGO TROPPO SEVERE: ARRIVA ANCHE IL MONITO DELLA CORTE DEI CONTI". 

Anche la magistratura contabile muove aspre critiche all’architettura del disegno di legge di stabilità”, così il Segretario Generale della UIL Pubblica Amministrazione Benedetto Attili ha commentato, nel comunicato stampa odierno, il giudizio espresso  dal Presidente della Corte dei Conti  Raffaele Squitieri in occasione dell’audizione di fronte alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

“I sindacati lo hanno detto in tutti modi e maniere ma le richieste di confronto con il Governo per proporre soluzioni condivisibili sono rimaste inascoltate. Di fronte al nuovo colpo di scure sui dipendenti pubblici, è stato proclamato uno sciopero generale e ci hanno accusato di irresponsabilitàOra, la più autorevole voce istituzionale in tema di controllo contabile e legittimità conferma le nostre considerazioni: il Presidente Squitieri ha definito “severe”  le disposizioni in materia di personale pubblico contenute nella legge di stabilità, misure che hanno già abbondantemente contribuito al processo di risanamento della finanza pubblica, agendo sul duplice fronte del blocco del turnover e del fermo dei contratti. Ma il giudizio  della magistratura contabile è analogo a quello del Sindacato: queste misure “non sono replicabili all'infinito”. Anche la Corte dei Conti ha espresso un giudizio sostanzialmente negativo nei confronti della manovra finanziaria, considerata priva di equità sociale e foriera di ulteriori inasprimenti fiscali. Tutto ciò a danno di cittadini, lavoratori e pensionati, di industria, commercio, imprese e occupazione. E tutto  senza un solo intervento volto ad incentivare la lotta all’evasione fiscale e il concreto recupero delle ingenti risorse indebitamente sottratte alle casse dello Stato ed oggi quanto mai necessarie per ripristinare una situazione di ripresa economica.”

Intanto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  (n. 251 del 25.10.2013) è stato pubblicato il D.P.R. del 4 settembre 2013, n. 122, che proroga il blocco della contrattazione per i pubblici dipendenti fino al 31 dicembre 2014 che non solo anticipa ma anzi peggiora quanto contenuto nel ddl di stabilità. Nel regolamento è infatti esplicitato che il fermo riguarda anche l'incremento delle risorse destinate al trattamento economico accessorio del personale, il cui ammontare complessivo non può superare il corrispondente importo dell'anno 2010, ridotto in proporzione alle unità cessate dal servizio e la conferma del blocco della crescita delle retribuzioni individuali ai livelli 2010.

La risposta è soltanto una: lo sciopero generale! 

In allegato, pubblichiamo il comunicato stampa ed il D.P.R. n. 122/2013.