Legge di stabilità.

Ennesima provocazione per i lavoratori del pubblico impiego.

 

Le notizie finora trapelate sulle misure contenute nel ddl di stabilità sono quanto di peggio ci si potesse aspettare. Il pacchetto di misure approntato dal Governo, finalizzato al recupero di circa 11, 6 miliardi di euro, colpisce impunemente i dipendenti pubblici, ancora nel mirino delle politiche di questo Governo, che in nulla si discosta dai precedenti:  dal blocco dei contratti a quello del turn over, dalla eliminazione dell’indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e 2014 al taglio degli straordinari, fino ad arrivare alla rateizzazione della liquidazione.  Ancora una volta  prevale la logica dei tagli lineari e la scure si abbatte principalmente  sui lavoratori del pubblico impiego e sui servizi pubblici.

 

Nonostante le reiterate richieste di confronto con le parti sociali, le richieste di incontro ai membri dell’esecutivo, le serie e concrete proposte di riforma promosse dal Sindacato,   il Governo fa orecchie da mercante: la spending review all’italica maniera continua. E’ ora di dire basta: annunciamo sin da ora un percorso di mobilitazione forte. Di sicuro non assisteremo inermi al progressivo smantellamento della Pubblica Amministrazione,  il punto di non ritorno è vicino: la macchina pubblica già  arranca e stenta ad assicurare l’erogazione dei servizi a  cittadini ed imprese,  compromettendo la tutela di diritti costituzionalmente garantiti. Questi ulteriori tagli la metteranno definitivamente in ginocchio.

 

Non siamo disposti ad accettare questo nuovo colpo pesantissimo alla P.A. che spiana ancor di più la strada a chi ha come obiettivo l'azzeramento dei servizi pubblici.

 

In allegato il comunicato stampa unitario.