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I sindacati al Ministro Bray: “Ora aspettiamo il progetto: valorizzare il patrimonio culturale e scommettere sulle professionalità”.

I lavoratori del Ministero dei Beni Culturali mobilitati in tutta Italia insieme a Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Pa, Confsal-Unsa e Ugl-Intesa, in attesa dell’incontro con il Ministro Bray l’8 luglio prossimo, hanno chiesto soprattutto un impegno concreto nella riorganizzazione dei servizi, nella manutenzione dei siti, negli impegni per la produttività e in quelli per la formazione del personale. Il tutto nell’ottica della valorizzazione del patrimonio archeologico, artistico, storico e monumentale del nostro paese che non può prescindere dalla professionalità e dalla salvaguardia degli operatori.

Sono state molteplici le iniziative poste in essere dalle cinque sigle, non certo con lo scopo di creare disservizi a cittadini e turisti ma con quello di migliorare l’offerta culturale e renderla fruibile secondo migliori standard europei.

Assemblee, volantinaggi, iniziative e informative verso l’utenza sono state messe in atto nelle grandi città d’arte - alla sede del Mibac a Roma, alla Galleria degli Uffizi a Firenze e in piazza San Marco a Venezia - così come nei tanti centri d’eccellenza del Paese: Pompei, Torino, Cagliari, Modena, Aquileia, Bari, Urbino, Perugia, ecc. “Centri visitati ogni anno da oltre 40 milioni di turisti e che rendono allo stato 110 milioni di euro di soli introiti” affermano in un comunicato stampa congiunto i segretari nazionali di categoria Salvatore Chiaramonte (Fp-Cgil), Paolo Bonomo (Cisl-Fp), Sandro Colombi (Uil-Pa), Giuseppe Urbino (Confsal-Unsa) e Renato Petra (Ugl-Intesa), “ma che se fossero messi a valore, e sollevati dallo stato di abbandono in cui versa da anni l’intero settore, potrebbero davvero diventare un punto di forza dell’economia, per i lavoratori e per le imprese. Considerando poi che una parte consistente del patrimonio culturale resta addirittura nascosto in qualche magazzino o comunque al flusso dei visitatori”.

Basti pensare – rimarcano i segretari – che anziché investire nei servizi e nel personale la strategia è stata quella di tagliare risorse e organici. Ora serve un’inversione di rotta: bisogna tagliare gli sprechi e ridurre drasticamente consulenze e appalti. Occorre invece colmare le carenze di organico, ripristinare la regolarità dei pagamenti delle indennità di turno e puntare sulle tante professionalità del settore. E’ questo che chiederemo con forza al ministro Bray all’incontro dell’8 luglio”.

In allegato il comunicato congiunto e l’intervista a Federico Trastulli, rappresentante della UILPA Beni Culturali, all’agenzia di stampa 9Colonne.