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MIBAC, DOMANI MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DEI SITI ARCHEOLOGICI. 

Di seguito il comunicato stampa congiunto di FP Cgil, Cisl FP e UIL PA.

"I sindacati al ministro Bray: “Subito un progetto di rilancio dei beni culturali e delle professionalità: con gli accordi sulla produttività l’accesso è aumentato del 70% in 15 anni” E’ confermata per domani la mobilitazione dei lavoratori dei beni culturali in servizio presso i siti archeologici del paese. Dopo le iniziative del 24 giugno scorso - che hanno interessato gli addetti di archivi, biblioteche e musei – Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Pa rilanciano l’iniziativa per chiedere tutela contrattuale e professionale per i lavoratori e soprattutto un progetto di rilancio del settore: “Non ci accontentiamo della generica convocazione del ministro Bray fissata per l’8 luglio. Vogliamo avere risposte concrete, sia sul rispetto delle prerogative contrattuali dei lavoratori, che lavorano sotto organico e senza percepire pagamenti regolari, sia sulla riorganizzazione di un comparto che invece di fare da traino all’economia versa in stato di totale abbandono”. “Per questo – scrivono in una nota i segretari nazionali Salvatore Chiaramonte (Fp-Cgil), Paolo Bonomo (Cisl-Fp) e Sandro Colombi (Uil-Pa) - domani si svolgeranno assemblee e iniziative informative in tutta Italia: al Collegio Romano nella Capitale, agli scavi di Pompei, agli Uffizi di Firenze, in piazza San Marco a Venezia, alla Soprintendenza di Urbino, al Museo nazionale di Cagliari, alla Biblioteca di Potenza, al Clitumno e a Carsulae in Umbria, al castello di Bari e a quello di Miramare in Friuli”. “Si tratta di una mobilitazione aperta ai cittadini e diretta ad aumentare la qualità dei servizi culturali” proseguono i segretari di categoria di Cgil, Cisl e Uil. “Noi non vogliamo creare un disagio, ma migliorare il modo di lavorare e la fruizione del nostro patrimonio culturale” puntualizzano le tre sigle, stigmatizzando l’azione estemporanea di un sindacato autonomo che domenica scorsa ha portato alla sostanziale “chiusura” del Colosseo. “La nostra è una proposta di valorizzazione” rimarcano. “Tanto è vero che con gli accordi di produttività sottoscritti dai lavoratori, la fruizione di siti archeologici, musei, archivi, biblioteche è cresciuta del 70% negli ultimi 15 anni”. Il punto, concludono i sindacati indirizzando un messaggio chiaro al ministro Massimo Bray, non sono solo i tagli alle risorse, ma “eliminare sprechi e appalti selvaggi, mettere ordine nei tanti livelli di governo del Ministero e soprattutto investire nelle professionalità che salvaguardano e rendono vivo il grande giacimento di cultura di cui disponiamo”.