La scelta di unificare INPS, INPDAP ed ENPALS, sulla quale abbiamo espresso sin dall’inizio le nostre perplessità e la nostra contrarietà, fu motivata dal precedente Governo dall’esigenza di realizzare un cospicuo risparmio delle spese di personale e di funzionamento attraverso il processo di razionalizzazione organizzativa che ne sarebbe conseguito. Nel concreto, dopo circa un anno e mezzo dall’unificazione dei tre istituti, nulla di tutto ciò è ancora avvenuto!

 

Con queste parole si apre il comunicato stampa di Enrico Matteo Ponti, Salvatore Chiaramonte e Andrea Nardella, Segretari Nazionali, rispettivamente di UIL PA, FP Cgil e Cisl FP, i quali hanno sottolineato l’assoluta mancanza di volontà di tagliare gli sprechi e di iniziare un percorso condiviso per la concreta riorganizzazione dell’Istituto.

 

Le spese non sono diminuite! A fronte della prevista riduzione dei componenti del Collegio dei Sindaci dell’Istituto da 9 a 3 unità, tale organo risulta ancora costituito da 9 dirigenti generali, di provenienza ministeriale: tale circostanza determina un esborso di quasi 2.500.000 euro all’anno, a fronte dei 750.000 previsti, cui si aggiunge l’ulteriore aggravio di quasi 2 milioni di euro annui in relazione ai posti lasciati liberi nei Ministeri dai sei dirigenti generali aggiuntivi, posti immediatamente occupati con nomine di diretta competenza del Consiglio dei Ministri.

 

E ancora, hanno evidenziato i tre Segretari Nazionali, le inutili spese per immobili in affitto e praticamente semivuoti.

 

Tutto questo in barba al rigore del Professor Monti e alla sua “spending review”!”

 

Tuttavia si è pensato bene di proporre un taglio di 96 milioni di euro del salario del personale dell’INPS.

 

“È evidente”, concludono i tre sindacalisti, “che se si dovesse prendere in considerazione tale proposta mobiliteremo il personale e fermeremo l'INPS. “

In allegato il comunicato stampa unitario.