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La lotta all'evasione non sembra più una priorità, comunicato stampa unitario.

“Un duro colpo al sistema di controllo di legalità, una battuta d'arresto sul fronte della lotta all'evasione fiscale” è questo il primo giudizio delle Segreterie Nazionali Agenzie Fiscali di Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Pa e Confasal/Salfi, espresso in attesa di poter finalmente visionare il testo approvato in Consiglio dei Ministri.

 

“Gli interventi illustrati in conferenza stampa dal Governo – si legge in una nota delle quattro sigle sindacali – rischiano di incidere negativamente sulla lotta all’evasione fiscale, creano diffusa demotivazione tra il personale delle Agenzie Fiscali, costretto a subire pressioni sociali sempre crescenti, e comportano per l'ennesima volta complesse operazioni di riorganizzazione il cui impatto, anche da un punto di vista economico, è tutto da verificare”.

 

Una riduzione controproducente della presenza sul territorio, visto il ruolo strategico che le Agenzie ricoprono per l'erario. Un dimagrimento degli organici insensato, l'ennesimo taglio lineare. “Giudichiamo contraddittoria la strategia del Governo – continua la nota - che porterà in Europa una riforma che non consente grandi risparmi e rischia di mettere in crisi la missione di controllo, con un pericoloso saldo negativo. Rifiutiamo interventi che penalizzano sotto diversi profili, anche economici, lavoratori che da anni subiscono blocco dei contratti, decurtazioni del salario accessorio e notevoli incrementi dei carichi di lavoro, sempre più ambiziosi. Un indebolimento organizzativo e mediatico miope, dato che il lavoro finanziario, oltre ad essere altamente strategico e professionale, è divenuto pericoloso, con ricadute sull’ottimizzazione del rapporto fisco-contribuenti, incrinato ulteriormente dal Dpcm sulla revisione di spesa”.

 

“Critiche puntuali sul merito e sul metodo – quelle avanzate da Fp-Cgil, Fp-Cisl, Uil-Pa e Confasal/Salfi – che verranno formalizzate in questi giorni in mancanza del necessario  confronto preliminare, che speriamo avvenga in tempi brevi e porti a un passo indietro del Governo. Non vorremmo che, come già avvenuto in altri casi, la fretta nel dare risposte ai mercati produca altri costi per il Paese e per i cittadini”.

 

E infine una domanda al Presidente del Consiglio e Ministro dell'Economia Mario Monti: “la lotta all'evasione fiscale è ancora una priorità del Governo o è stata accantonata in nome di una politicamente più proficua campagna mediatica ai danni del lavoro pubblico?”.

 

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