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Dichiarazione stampa di Benedetto Attili, Segretario Generale della UIL Pubblica Amministrazione.

 

"Le notizie di stampa sulle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri di ieri ci lasciano sconcertati. Oggi il Governo fa un passo indietro e smentisce la notizia del taglio dei buoni pasto ma aspettiamo comunque di vedere il provvedimento per fare le nostre valutazioni."


"L’allerta resta alta rispetto a ipotesi di tagli che nella loro miopia continuano ad essere fatti senza alcun confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali - Aggiunge B. Attili - Confronto che non si vuole, probabilmente perche’ significherebbe doversi confrontare con proposte che andrebbero ad incidere pesantemente sulle vere rendite e sui veri benefici di una classe politica ormai allo sbando."


"L’eliminazione totale delle consulenze esterne, ad esempio, comporterebbe un risparmio di circa due miliardi di euro, senza pesare sulle tasche dei lavoratori e senza alcun danno all’attivita’ delle amministrazioni.  Invece si tagliano le indennita’ di trasferimento del dipendente, ma nello stesso tempo si vorrebbe la mobilita’. Dobbiamo ritenere che la mobilita’ deve essere a costo zero per l’Amministrazione e deve gravare sugli stipendi gia’ esigui dei dipendenti statali."

Oppure si inserisce la tassa di 10/15 euro per la partecipazione ai concorsi - prosegue il Segretario Generale -  forse perche’ e’ piu’ economica la nomina diretta da parte del vertice dell’Amministrazione senza alcuna selezione trasparente e sulla base delle solite segnalazioni del politico di turno.


Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio - conclude Attili - nel partecipare allo sciopero indetto dalla uil per il 28 ottobre, se qualcuno era indeciso, possiamo e dobbiamo dirgli che questo sciopero e’ l’ultima chiamata per una classe di lavoratori che se non alza la testa e non si mostra compatta nella difesa della sua dignita’ e del suo ruolo, purtroppo continuera’ ad essere oggetto di una discriminazione  intollerabile  con enormi riflessi sulle condizioni di vita sia dei lavoratori che dei servizi che soltanto l’amministrazione pubblica e’ in grado di dare ai cittadini.

 

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