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MIC. «Buoni i rapporti con l’amministrazione, ma restano tanti problemi da risolvere» Intervista a Federico Trastulli

Federico Trastulli, Coordinatore generale UILPA MiC

Il nuovo ordinamento professionale prevede di rimettere in moto le carriere attraverso le progressioni all’interno e fra le aree. Resta però l’ostacolo della carenza di risorse economiche per la contrattazione decentrata. Qual è la situazione nella sua amministrazione?

 

Nella nostra amministrazione ci siamo subito adoperati per applicare le novità introdotte dall’ultimo CCNL. Abbiamo così definito le famiglie professionali in modo da rispondere alle necessità e alla missione istituzionale del Ministero. Nel rispetto dei ruoli abbiamo svolto un lavoro sinergico con l’amministrazione, che stiamo per portare a termine. Le progressioni economiche sono in procinto di essere avviate mentre resta da affrontare il tema delle progressioni verticali. Sul tema delle risorse siamo stati in grado di ottemperare a tutte le nostre necessità grazie a un fondo consistente ma, ovviamente, ci piacerebbe disporre di ulteriori fondi.

 

Piano dei fabbisogni, organizzazione degli uffici, lavoro a distanza, formazione: nel suo ente quanto è forte il coinvolgimento del sindacato rispetto alle scelte di programmazione strategica che ricadono sul personale?

 

Siamo consapevoli del fatto che alcune di queste materie hanno una prerogativa esclusivamente datoriale; quindi, il sindacato non può essere coinvolto come vorrebbe. Nonostante ciò, nel corso del tempo abbiamo consolidato un buon rapporto con la controparte basato su impegno e rispetto reciproco, che ha permesso alla UILPA di essere sempre pienamente coinvolta. Un confronto che ha portato benefici economici e procedurali anche all’amministrazione poiché le delegazioni sindacali hanno una conoscenza molto approfondita di ciò che accade negli uffici pubblici dal punto di vista organizzativo e dei processi produttivi.

 

L’art. 55 dell’ultimo CCNL ha previsto che le risorse dei sussidi assistenziali siano utilizzate per finanziare varie forme di welfare, tra cui la stipula di polizze per l’assistenza sanitaria integrativa. Da voi come sta procedendo l’attuazione di questa clausola?

 

È uno degli aspetti contrattuali su cui siamo in ritardo. Non soltanto come Ministero, ma anche come comparto poiché non ci si è sforzati nell’attuare l’articolato contrattuale che prevede anche la creazione di enti bilaterali o l’adesione a fondi già esistenti. Recentemente nel nostro Ministero è stata presa l’iniziativa di stipulare una polizza sanitaria integrativa senza il coinvolgimento del sindacato. L’iniziativa è passata in sordina e la cosa non ci è piaciuta. Ma ciò non toglie che attivare forme di welfare è un tema molto sentito perché presenta vantaggi sia per i datori di lavoro – in termini di defiscalizzazione e abbattimento dei costi – sia per i lavoratori dal punto di vista dei servizi e dell’assistenza, integrativa o meno, che possono attenuare la perdita del potere d’acquisto dei salari visto che i rinnovi contrattuali non riusciranno a pareggiare l’inflazione.

 

Che cosa si aspettano dal sindacato – e dalla UILPA in particolare – i giovani che sono da poco entrati a lavorare nella sua amministrazione?

 

Solo una piccola percentuale dei giovani entrati nella nostra amministrazione proviene da altre pubbliche amministrazioni o dal mondo del lavoro in generale. Gli altri sono a digiuno di procedure e comportamenti organizzativi tipici della pubblica amministrazione e delle Funzioni Centrali. Per questa ragione si aspettano un’assistenza sulla parte contrattuale, normativa e procedurale identificando la UILPA come il termine medio, come il referente di idee e proposte migliorative rispetto alle condizioni di lavoro degli uffici. Un elemento propositivo nei confronti dell’amministrazione per fare in modo che la P.A. raggiunga gli obiettivi di economicità, efficacia, efficienza e sostenibilità che si è data.

 

 

Roma, 24 ottobre 2023

A cura dell’Ufficio comunicazione Uil Pubblica Amministrazione

 

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