Qual è la situazione sul fronte rinnovo del Contratto Collettivo per il personale e per i dirigenti della Presidenza?
Per il personale il contratto 2019-2021 è stato firmato a luglio. Entro dicembre arriveranno arretrati e aumenti, seppur contenuti, trattandosi di un triennio ormai datato. Più complessa la situazione per i dirigenti dove invece l’accordo era vicino, ma il principale sindacato interno, la Snaprecom, si è opposto chiedendo maggiori risorse che ovviamente non erano disponibili. Questo ha fatto slittare la firma a settembre. Si tratta comunque di un Contratto atteso da sei anni, con aumenti più consistenti rispetto a quelli del personale.
Può darci una quantificazione del personale in servizio e la loro sindacalizzazione?
La Presidenza conta circa 1.800 dipendenti di ruolo, cui si aggiungono oltre 1.000-1.500 comandati: in totale circa 3.000-3.500 unità. Molti dei dipendenti di ruolo sono prossimi alla pensione. Per quanto riguarda la sindacalizzazione la percentuale di adesioni in Presidenza è bassa. C’è simpatia e partecipazione alle attività, ma resistenza a formalizzare l’iscrizione. La CISL è la sigla più numerosa. Per quanto riguarda i dirigenti, parliamo di circa duecento unità complessive; gli iscritti effettivi sono pochissimi, ma la partecipazione alle istanze è significativa.
Quali sono le principali difficoltà che incontra nello svolgere il suo ruolo di Coordinatore nazionale?
Le criticità sono soprattutto interne, dal momento che la Presidenza del Consiglio conta diverse sedi su Roma, ognuna con proprie specificità organizzative e funzionali che richiederebbero una presenza sindacale costante. Non lavorando nella sede centrale di via della Mercede, ma nella sede decentrata di via Sicilia, ho meno possibilità di contatti diretti sia con i colleghi sia con l’amministrazione e questo, in una realtà particolare come la Presidenza, a volte rappresenta un limite. Inoltre, la collaborazione tra sindacati è scarsa, ognuno tende ad andare per conto proprio, a differenza delle esperienze precedenti che ho vissuto all’Agenzia per la Coesione, dove c’era più unità d’azione.
Come definirebbe la situazione delle altre organizzazioni sindacali?
La Snaprecom ha i numeri più alti, ma viene percepita come poco attenta ai problemi del personale. La CISL è molto radicata e attiva, ma spesso opportunista; la CGIL è fortemente ideologizzata e porta la politica dentro il sindacato, pur mantenendo rapporti corretti. Resistono anche altre sigle minori, come USB che, pur essendo autonoma, lavora in modo chiaro e trasparente, con comunicati ben scritti e posizioni motivate. In generale, però, l’unità sindacale è debole e non c’è una linea comune.
Quali sono i problemi sindacali principali che la Uilpa affronta in Presidenza?
Il primo è la collocazione della Presidenza all’interno delle Funzioni Centrali. Noi chiediamo che sia autonoma, al pari degli organi costituzionali. Se andrà in porto la riforma del Premierato, questa potrebbe essere l’occasione. Ci sono poi questioni concrete per i lavoratori come lo smart working, che è molto più limitato rispetto ai ministeri; il lavoro agile è depotenziato e non esiste ancora una regolamentazione del lavoro da remoto. Inoltre, circa 150 colleghi provenienti dall’Agenzia per la Coesione non si vedono riconosciuta l’anzianità pregressa, con penalizzazioni nelle progressioni di carriera. Altro tema è quello dei comandati, che spesso vorrebbero partecipare all’attività sindacale, ma sono trattenuti da remore legate all’incertezza della loro posizione giuridica, in quanto temono ritorsioni. Magari sotto forma di mancata conferma del comando e rientro nell’amministrazione di provenienza.
Nel nuovo ordinamento contrattuale sono previste novità per le elevate professionalità?
Sì, il contratto 2019-2021 ha introdotto nuove classificazioni fino all’F12, creando l’area delle “elevate professionalità”. È positivo che si siano aperte nuove possibilità di carriera, anche se l’accesso richiede prove selettive. Personalmente, però, credo che la differenza reale tra le posizioni F7, F8 e F9 sia più legata all’anzianità individuale che all’effettiva funzione.
A cura dell’Ufficio comunicazione Uilpa
Roma, 18 settembre 2025

