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La parola ai Coordinatori nazionali Uilpa
Pierpaolo Maselli, ANAS

Pierpaolo Maselli, Coordinatore generale Uilpa Anas

Quali sono oggi le principali difficoltà che incontra nello svolgimento del suo ruolo di Coordinatore nazionale?

 

L’ANAS è un’azienda di natura privata, ma nei fatti continua a subire molte delle limitazioni tipiche del pubblico impiego: blocco dei contratti, blocco assunzionale e vincoli economici. Dal 2018 siamo entrati a far parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, con l’obiettivo di uscire dall’elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche, ma in realtà siamo rimasti ancora legati a quel contesto. Questo comporta che, pur avendo risorse statali per la gestione e la manutenzione della rete, non riusciamo a rispondere pienamente ai fabbisogni di organico. Ad esempio, il piano di assunzioni prevedeva circa 9mila nuove unità entro il 2025, ma oggi siamo fermi a circa 7.500.

 

Qual è la conseguenza principale della carenza di organico?

 

Il problema più grave riguarda il personale addetto alla manutenzione delle tratte stradali. L’ANAS gestisce circa 32mila chilometri di rete, in gran parte strade statali, e servirebbe un presidio costante. Mancano soprattutto i cantonieri, figure essenziali per la sorveglianza e per gli interventi di sicurezza immediata. L’azienda tende spesso ad esternalizzare questi servizi, ma ciò comporta ritardi, qualità inferiore e carenze nelle misure di sicurezza.

 

Esistono controlli sui lavori affidati in appalto a soggetti esterni?

 

Sì, esistono collaudi e verifiche, ma la rete è talmente vasta da rendere il controllo difficile. Per questo chiediamo che la manutenzione torni il più possibile “in house”. Il personale interno è qualificato, ha senso di appartenenza e garantisce standard di sicurezza migliori. Servirebbero almeno 2mila dipendenti in più per garantire un modello organizzativo efficiente e sicuro.

 

Sul piano sindacale, avete risentito della conflittualità che si registra in altri comparti?

 

Il dialogo con alcune sigle non è sempre semplice, ma sul rinnovo contrattuale abbiamo mantenuto una buona unità d’azione. La piattaforma è stata presentata congiuntamente e a breve riapriremo la trattativa con la nuova dirigenza. Il nostro contratto 2022-2024 è scaduto e siamo in attesa di un rinnovo.

 

Cosa pensa della possibile uscita di ANAS dal Gruppo FS?

 

La nostra organizzazione sindacale è sempre stata contraria all’integrazione con le Ferrovie, perché non ne vedevamo reali benefici. Le ingerenze contrattuali erano sempre più invasive. Per questo vediamo positivamente l’ipotesi di uscita. L’approdo ideale sarebbe sotto Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe garantire stabilità economica e autonomia.

 

Qual è oggi il peso del sindacalismo autonomo in ANAS?

 

Esiste, ma non ha la stessa forza del sindacato confederale. Noi della UIL siamo il secondo sindacato, subito dopo la CISL, mentre la CGIL segue. I sindacati autonomi, di fatto, si accodano alle posizioni delle confederazioni. In genere, quindi, le decisioni principali vengono prese congiuntamente da UIL, CISL e CGIL. Questo ci consente di presentarci ai tavoli contrattuali con forza e credibilità.

 

Si riscontrano differenze di approccio fra voi e le altre organizzazioni sindacali

 

Certamente. UILPA mantiene autonomia decisionale, mentre CISL e CGIL ricevono spesso indirizzi direttamente dalle federazioni di categoria dei trasporti. In alcuni casi questa autonomia ci ha permesso di difendere meglio i lavoratori, ad esempio garantendo il livello degli incrementi economici previsti dall’ultimo contratto, che altri avrebbero voluto ridurre.

 

Come sono i rapporti con la controparte datoriale?

 

Negli ultimi anni si sono registrate difficoltà, con interpretazioni restrittive delle norme contrattuali da parte del Gruppo FS. Oggi, però, la nuova dirigenza ANAS, composta da figure interne e conoscitrici della realtà aziendale, sembra più disponibile a un confronto serio e costruttivo.

 

Come stanno vivendo i lavoratori ANAS il ricambio generazionale?

 

Come in molti altri settori, i giovani hanno un approccio più pragmatico. Per questo stiamo inserendo figure sindacali giovani accanto a dirigenti più esperti, così da parlare lo stesso linguaggio delle nuove generazioni senza perdere i valori storici. I risultati sono positivi: siamo in crescita e, come accennato, siamo il secondo sindacato in azienda. La parola chiave è serietà. Seguire i lavoratori passo dopo passo, non lasciarli soli, affrontare concretamente i loro problemi. È questo il valore aggiunto che convince anche i più scettici.

 

A cura dell’Ufficio comunicazione Uilpa

 

Roma, 12 settembre 2025