La morte di Virgilio, nuova versione italiana dopo 60 anni per il capolavoro dello scrittore austriaco Hermann Broch. Il 28 novembre in libreria nella traduzione di Vito Punzi
“L’ultimazione dell’Eneide ristagnava completamente già da mesi e non era rimasto altro, se non la fuga e di nuovo la fuga. E la colpa non era della malattia, non dei dolori, cui da tempo s’era abituato e che da tempo dominava, piuttosto dell’inevitabile, inspiegabile inquietudine, quell’impaurita sensazione che si prova quando si vaga senza trovare una via d’uscita”.
Il poeta latino Virgilio è sulla nave che lo sta riportando in Italia dopo un soggiorno ad Atene. Ormai molto malato, si tormenta per non essere riuscito a terminare l’Eneide e vorrebbe bruciare il poema. Cercano di dissuaderlo gli amici Lucio Vario Rufo e Plozio Tucca, assieme all’imperatore Augusto in persona.
La registrazione immaginaria dell’ultimo giorno di vita del poeta, scritta con un’esuberanza che intreccia realtà, allucinazione, poesia e prosa e intitolata La morte di Virgilio compare ora nella nuova traduzione italiana di Vito Punzi dalla casa editrice Bibliotheka, che manda il volume in libreria il 28 novembre (440 pagine, 23 euro).
Tradotto in oltre venti lingue (in italiano oltre 60 anni fa) e molto amato da Hannah Arendt, è considerato il capolavoro di Hermann Broch, che lo iniziò durante la prigionia in un campo di concentramento e vide la luce negli Stati Uniti nel 1945.
Informazioni:
Autore: Hermann Broch
Editore: Bibliotheka


