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Interviste ai segretari regionali Uilpa
Sardegna: Maria Giorgia Vargiu

Quali sono i tre problemi principali che affliggono le Funzioni Centrali nella sua regione?

 

Senza voler assegnare un ordine di priorità – perché ogni problema fa storia a sé – il primo che mi viene in mente è la comunicazione. Ci sono amministrazioni che sfornano troppe circolari, altre che non ne emettono affatto. Il risultato? Il caos. Dove ce ne sono troppe, i lavoratori si confondono. Poi dove non ce ne sono, si aprono zone d’ombra pericolose, che autorizzano qualunque interpretazione, anche la più arbitraria.

 

Gli altri problemi quali sono?

 

Il secondo riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Da noi è ancora vissuta come un mero adempimento formale. Si compila la checklist, si mette una crocetta e si va avanti alla cieca. E quando scoppia il problema – un crollo, un’infiltrazione, un impianto guasto – si mette tutto il personale in smart working d’urgenza, si chiude, si improvvisa.

Il terzo problema – non certo per importanza – è la carenza di organico. Oggi in Sardegna la scopertura media è superiore al 25%, con punte di oltre il 35%. E nonostante gli ingressi recenti non siamo riusciti a colmare davvero il vuoto. Un ufficio pubblico non può funzionare dignitosamente se manca più del 15% del personale. Oggi, questa percentuale è diventata la normalità. Ma una normalità insostenibile.

 

Passando al contratto collettivo, ha notato differenze nel comportamento delle amministrazioni dopo la mancata firma da parte nostra?

 

Sì, e in certi casi paradossali. Alcuni ministeri, diciamo quelli più chiusi per natura, come la Giustizia, l’Interno o la Difesa, sono quelli che oggi mostrano maggiore apertura. Ci convocano, ci ascoltano, ci coinvolgono. Magari con riserve, ma lo fanno. Al contrario, amministrazioni considerate più moderne o tecniche, come quella delle Infrastrutture o della Mobilità, si chiudono a riccio. Prediligono una gestione tecnocratica, senza visione sociale, e spesso snobbano il confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Vorrei chiudere questo argomento aggiungendo che alcuni dirigenti sembrano terminali del governo centrale. Ci dicono: “Noi applichiamo ciò che dice il governo, punto”. Come se il sindacato fosse un fastidio da tollerare, e non una parte costitutiva della democrazia del lavoro. È una deriva grave.

 

Qual è il futuro della contrattazione decentrata ha negli uffici delle Funzioni Centrali?

 

Vedendo l’attuale situazione direi un futuro grigio. La contrattazione decentrata è stata svuotata progressivamente dalla politica. Rimangono in ballo le briciole: il fondo di sede, qualche ora di straordinario. Ma non si può parlare di contrattazione se si riduce tutto a discutere su una flessibilità di quindici minuti.

 

Qual è la sua idea di contrattazione?

 

Dovrebbe essere il motore per adattare le regole generali alle specificità territoriali. Ogni sede ha esigenze diverse: Cagliari non è Oristano, Sassari non è Tempio Pausania. Serve contrattare localmente il salario accessorio, le indennità, l’organizzazione del lavoro. E questo significa anche avere fondi dedicati, alimentati seriamente. Non si può giocare al ribasso sulla pelle dei lavoratori, che già fanno più del dovuto e sopperiscono quotidianamente alle carenze degli uffici.

 

Quindi più fondi, più autonomia e più materie da contrattare?

 

Esattamente. E soprattutto, la contrattazione decentrata deve essere blindata da ingerenze unilaterali. Se decido con le RSU l’orario di lavoro, non può arrivare un direttore con una circolare a cancellarlo. Questa non è contrattazione, è imposizione. È svilire il ruolo del sindacato e calpestare la rappresentanza. Non si può governare la macchina pubblica dal centro ignorando le periferie. Le esigenze dei lavoratori non si gestiscono a colpi di decreto. La contrattazione è relazione, confronto, mediazione. Se tutto questo viene sostituito da un PDF inviato per PEC, abbiamo smesso di fare sindacato. E le istituzioni smettono di essere credibili.

 

A cura dell’Ufficio comunicazione Uilpa

 

Roma, 23 luglio 2025