Quali sono le principali difficoltà che incontra nello svolgimento del suo ruolo di Segretario regionale?
Sicuramente dobbiamo recuperare terreno sul piano della contrattazione perché oggi il confronto si risolve spesso in un semplice contatto con l’amministrazione che si limita a informarci delle decisioni prese e in tal modo favorisce la discrezionalità dei dirigenti. D’altro lato, dobbiamo impegnarci maggiormente nella formazione di nuove leadership sindacali sui territori. La presenza di figure forti all’interno degli uffici rafforza la rappresentanza, accresce la fiducia tra i lavoratori e rafforza l’intero sistema sindacale. Si tratta di due fronti sui quali è necessario intervenire.
A livello territoriale come si presenta la situazione del Friuli-Venezia Giulia?
I problemi che emergono nei vari uffici sono sostanzialmente gli stessi. Le criticità principali riguardano la mobilità dei giovani lavoratori: molti di loro, una volta assunti, tendono a lasciare la regione. Arrivano da varie parti d’Italia con grandi aspettative professionali, ma trovano carriere bloccate e scarse possibilità di crescita. Con stipendi modesti e costi elevati della vita, preferiscono concorrere altrove, cercando di avvicinarsi alla propria residenza. Ne deriva una rotazione continua del personale neoassunto.
A cosa è dovuta la scarsa capacità organizzativa della Pubblica Amministrazione?
La principale causa è la mancanza di managerialità. Nella pubblica amministrazione si coltivano troppo gli aspetti tecnici e poco le competenze trasversali. Chi fa carriera spesso conosce bene la materia specifica, ma non sa gestire il personale. Ciò genera disfunzioni organizzative che si riflettono sul benessere dei lavoratori. Lo stress da lavoro correlato è oggi la seconda causa di patologie professionali dopo i disturbi lombari. E questo dipende da una gestione inadeguata delle strutture, da una carenza di formazione manageriale e da un approccio poco attento al benessere organizzativo.
Com’è la situazione del personale in Friuli-Venezia Giulia?
Negli ultimi anni si è assistito a un fenomeno singolare. Dopo aver tagliato personale e spazi, si è capito che le riduzioni erano state eccessive. Con le nuove assunzioni ancora in corso, mancano oggi gli spazi per ospitare tutti. Nell’Agenzia delle Entrate, per esempio, c’è stata una ripresa occupazionale importante, ma che pone nuove sfide logistiche e organizzative.
Qual è la sua opinione sulle nuove modalità di lavoro, come lo smart working?
Lo smart working rappresenta un’evoluzione positiva del modo di lavorare. Non credo sia possibile tornare indietro, perché ha dimostrato di migliorare la produttività e la qualità della vita dei lavoratori. Chi lavora in un contesto più equilibrato tra vita privata e professionale è più motivato e rende di più. Ormai anche i pregiudizi iniziali verso questa modalità sono stati superati e si guarda con favore alla possibilità di ampliarne l’utilizzo.
Che effetti ha avuto in Friuli-Venezia Giulia la mancata firma del contratto collettivo nazionale 2022-2024 da parte della UILPA?
Gli effetti sono stati limitati, poiché la contrattazione territoriale oggi ha un margine d’azione ridotto. La centralizzazione delle relazioni sindacali a livello nazionale ha compresso gli spazi a livello locale. Penso che la scelta di non firmare, si sia rivelata una decisione vincente. È stato un modo per far sentire una protesta necessaria, per scuotere il sistema e riaffermare il ruolo contrattuale del sindacato.
Come spiegherà agli iscritti la decisione della UILPA di tornare a firmare il contratto nazionale?
La spiegazione è semplice: non è la UILPA ad aver cambiato rotta, ma il governo. Quando le istituzioni accolgono le proposte sindacali, come la detassazione del salario accessorio significa che la protesta ha raggiunto il suo obiettivo. Firmare oggi non è una contraddizione, ma un atto tecnico che apre una nuova stagione contrattuale. Si chiude un ciclo di lotta e se ne apre un altro, coerente con l’obiettivo iniziale di ottenere risultati concreti per i lavoratori.
A cura dell’Ufficio comunicazione Uilpa
Roma, 6 novembre 2025

