Qual è il problema più frequente che si trova ad affrontare nella sua regione?
La difficoltà nel trovare interlocutori in grado di decidere rapidamente. Nella contrattazione di secondo livello i capi dipartimento dei ministeri si avvalgono di personale che gestisce le relazioni sindacali, ma che poi inevitabilmente deve riferire all’autorità politica. Capita spesso che quest’ultima non condivida quanto emerso dai tavoli e si ricomincia daccapo. Il percorso decisionale diventa così un estenuante ping pong. Questo accade praticamente ovunque: nei ministeri, nelle agenzie fiscali e probabilmente anche nel parastato. Un altro problema frequente è il ritardo costante nella liquidazione delle spettanze. Nel caso del salario accessorio, che è oggetto della contrattazione di secondo livello, si accumulano mediamente due anni di ritardo.
Dopo circa un anno di lotte la Uilpa ha firmato il Ccnl 2022-2024. Ha notato differenze tra prima e dopo?
Quando la decisione di sottoscrivere il contratto è stata comunicata ai ventiquattro coordinamenti provinciali del Lazio, la notizia è stata accolta con entusiasmo. L’esclusione aveva creato un disagio profondo, anche psicologico, perché rappresentava una novità nella storia della Uilpa. Ora, i dirigenti territoriali sono pronti ad affrontare i tavoli di contrattazione con rinnovata energia. Inoltre, va sottolineato che, durante il periodo di esclusione, molte amministrazioni hanno riconosciuto implicitamente il ruolo della Uilpa. Alcune non hanno voluto assumere decisioni importanti finché non fossimo rientrati al tavolo, mentre altre ci hanno continuato a coinvolgere informalmente. È stato un segno di rispetto nei confronti della nostra organizzazione. Un riconoscimento grande, che conferma il peso della Uilpa, soprattutto sul territorio romano, dove l’organizzazione è tra le più forti e rappresentative: alle ultime elezioni RSU ha superato il 22% dei consensi, un risultato che rende impossibile pensare di essere messi ai margini.
Riusciamo a intercettare i neoassunti?
In questo contesto, la Uilpa non ha aspettato che i giovani prendessero servizio, ma li ha seguiti fin dal momento in cui risultavano vincitori di concorsi o idonei nelle graduatorie. Li ha accompagnati fino all’ingresso nelle amministrazioni, instaurando con molti di loro un rapporto di fiducia. Molti giovani guardano con attenzione alla UIL, riconoscendola come un punto di riferimento. Ritengo che sarà così anche in futuro. Fondamentale, in questo percorso, è stato il contributo della struttura nazionale, che ha offerto percorsi formativi di qualità. Chi li ha seguiti conserva il ricordo di un’organizzazione vicina anche nei momenti iniziali del concorso.
Qual è l’aspettativa dei lavoratori in merito al nuovo CCNL?
Principalmente che la trattativa si chiuda in tempi rapidi. C’è soddisfazione per lo stanziamento di dieci miliardi già previsti per la nuova tornata contrattuale e la speranza che possano aggiungersi ulteriori fondi. Il nuovo contratto porta un’impronta chiara della UIL: la detassazione del salario accessorio e gli incrementi salariali sono misure che la nostra organizzazione sostiene da anni e che ora stanno trovando spazio concreto. È un risultato significativo, perché tutti i temi che la UIL ha promosso nel tempo stanno finalmente facendo breccia nella contrattazione nazionale. È un successo pieno, che conferma la capacità della nostra organizzazione di essere protagonista e di orientare le scelte.
Tra i temi più rilevanti c’è anche quello dello smart working. Nel Lazio com’è applicato?
In molte amministrazioni si è tornati alla presenza, mentre in altre si sono raggiunti accordi differenziati. Generalmente i lavoratori alternano giorni in presenza e giorni da remoto, riservando lo smart working a chi ne ha maggiore necessità. Tuttavia, è evidente che servirà ancora lavorare molto su questo fronte: gli accordi non sono strutturati e c’è bisogno di una regolamentazione più chiara, che non crei disagi né alle amministrazioni né ai lavoratori.
Per chiudere: come vede il futuro delle relazioni industriali nel pubblico impiego?
Sono preoccupato perché da anni si registra una tendenza alla disintermediazione da parte dei governi, di qualsiasi orientamento politico. C’è la convinzione che si possa parlare direttamente ai cittadini senza passare attraverso i corpi intermedi. È una visione miope, perché la democrazia italiana è cresciuta proprio grazie al ruolo di queste formazioni. Le quali hanno fatto da ponte tra Stato e cittadini, permettendo a chiunque di accedere ai diritti, ai servizi e alle tutele pubbliche. I corpi intermedi sono fondamentali in una democrazia moderna: garantiscono equilibrio, rappresentanza e partecipazione. Pensare di farne a meno significa indebolire il tessuto democratico del Paese. L’intermediazione non è un ostacolo, ma un elemento essenziale perché le istituzioni funzionino e le relazioni sociali restino sane.
A cura dell’Ufficio comunicazione Uilpa
Roma, 14 novembre 2025

