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Intervista ai segretari regionali Uilpa
Basilicata: Gennaro Rosa

Gennaro Rosa, Segretario regionale UILPA Basilicata

Qual è il problema più frequente che si trova ad affrontare nelle amministrazioni presenti nella sua regione?

 

La Basilicata è una regione particolare: due sole province e una distribuzione disomogenea degli uffici centrali sul territorio. Questo comporta difficoltà logistiche rilevanti. Spostarsi tra Potenza, Matera, Lagonegro o Melfi spesso richiede più tempo che raggiungere città fuori regione, come Salerno o Roma. A ciò si aggiunge il fatto che diversi uffici hanno competenze interdistrettuali: penso alla Motorizzazione, con presidi su Avellino e Salerno, o alla Giustizia Minorile, competente anche su Bari. Seguire questi tavoli è impegnativo, ma non abbiamo mai abbandonato nessuno. Anche quando ci veniva chiesto di partecipare a riunioni fuori regione, ci siamo sempre presentati. Certo, la mancanza di collegamenti pubblici e la necessità di muoversi quasi sempre in auto pesano molto sulla nostra attività. Tuttavia, grazie alla collaborazione con i colleghi territoriali, riusciamo a garantire continuità e presenza.

 

Dopo la firma del CCNL 2022-2024, com’è cambiato il rapporto con le amministrazioni?

 

La mancata firma del contratto aveva generato qualche difficoltà, soprattutto perché alcune amministrazioni e alcuni sindacati concorrenti avevano provato a utilizzare la cosa contro di noi. Nonostante ciò, molti dirigenti hanno continuato a coinvolgerci informalmente nella costruzione delle piattaforme di contrattazione. Con la recente firma al CCNL la percezione è cambiata immediatamente. Oggi il rapporto con le amministrazioni è più lineare, ma permane una tendenza diffusa, a livello nazionale, verso un irrigidimento dei dirigenti, che si traduce in chiusure su temi come lo smart working. È un clima figlio anche della linea politica del governo, più verticale e autoritaria, che qualche dirigente sembra aver interiorizzato.

 

Qual è la sua esperienza in merito all’integrazione dei giovani neoassunti nel sindacato?

 

L’ingresso dei giovani è un tema complesso. In alcune sedi non abbaiamo colleghi sindacalmente attivi e questo rende difficile intercettare subito i nuovi assunti. Quando però riusciamo a incontrarli scatta spesso una buona intesa: parlano un linguaggio più rapido, immediato, molto legato ai social e all’informazione istantanea. Questo ci costringe a ripensare il nostro modo di comunicare. I giovani non aspettano 24 ore un comunicato: cercano risposte in tempo reale, si informano prima della pubblicazione ufficiale, e se il sindacato non dà loro subito un riferimento, rischiano di rivolgersi altrove. Dobbiamo essere più reattivi, più smart, e investire sui giovani anche come risorsa interna.

 

In Basilicata si è registrato il problema dei vincitori di concorsi che non accettano la sede assegnata o vanno via dopo poco tempo?

 

Sì, molti neoassunti restano poco negli enti. Dopo vent’anni di blocco del turnover, oggi assistiamo a una rotazione continua: i concorsi si moltiplicano e i giovani cambiano amministrazione alla ricerca di migliori condizioni economiche, prospettive di carriera o semplicemente sedi più vicine. Questo rende difficile radicarli nei luoghi di lavoro e, di conseguenza, anche nel sindacato.

 

Secondo lei, qual è l’aspettativa maggiore dei lavoratori dal prossimo CCNL?

 

Un recupero economico reale. La competizione con il privato è diventata durissima, soprattutto al Nord, dove aziende e grandi realtà offrono salari più alti, progressioni rapide e politiche premianti che il pubblico non riesce a eguagliare. C’è poi un tema della qualità del lavoro. I lavoratori chiedono organizzazioni più moderne, valorizzazioni basate sui risultati e non sulla presenza fisica, e una gestione dello smart working orientata all’efficienza. Infine, c’è un’esigenza più profonda: rendere la Pubblica Amministrazione attrattiva, evitando che i giovani la vivano come un punto di passaggio. Una proposta che sostengo da tempo è la delocalizzazione delle lavorazioni. Ossia, spostare per via telematica una serie di attività dal Nord al Sud. Si tratta di una risposta concreta sia al problema dei neoassunti che lasciano le sedi dopo poco tempo sia alla desertificazione amministrativa del Mezzogiorno.

 

A cura dell’Ufficio comunicazione UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 24 novembre 2025