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Incidentalità nei trasporti stradali, il contributo dell’Inail al Rapporto
Mit 2022

ROMA – Come negli anni precedenti, l’Inail ha collaborato alla realizzazione del Rapporto 2022 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che presenta i principali risultati di studi, analisi ed elaborazione dati sull’incidentalità stradale. Il Rapporto, dedicato alle vittime della strada e disponibile sul sito del Ministero, è il risultato dell’attività di ricerca e produzione statistica che si è svolta all’interno di un gruppo di lavoro frutto dell’azione congiunta tra Mit ed enti pubblici, locali, istituti e associazioni.

Nel 2021 le denunce in calo del 20% rispetto al triennio 2017-2019. L’Istituto, in particolare, ha partecipato al Rapporto con due contributi, consultabili anche come “pillole informative”. Nel primo, curato dalla Consulenza statistico attuariale (Csa) e intitolato “Infortuni sul lavoro con mezzo di trasporto coinvolto denunciati all’Inail – Il quadro statistico del 2021”, sono presentati i dati relativi alle denunce di infortunio sul lavoro, anche per eventi mortali, per il quinquennio 2017-2021, secondo le principali variabili di interesse per il fenomeno, insieme a un focus sui primi otto mesi del 2022 e a un approfondimento rispetto alla tipologia di veicoli coinvolti negli incidenti. Nel 2021 gli infortuni sul lavoro avvenuti con il coinvolgimento di un mezzo di trasporto sono stati 74.940, in calo del 20% rispetto al triennio 2017-2019, anni in cui si superavano i 90mila casi, e in sensibile aumento rispetto al 2020 (+25,6%), fortemente condizionato dall’effetto Covid-19. L’incremento delle denunce nel 2021 rispetto al 2020 è peculiare per gli infortuni stradali. Per il complesso delle denunce, infatti, si è registrato un calo pari all’1,4%, attribuibile alla contrazione degli infortuni da contagio professionale da Sars-CoV-2.

Su strada quasi un decesso sul lavoro su tre, ma prima della pandemia la media era del 44%. Per quanto riguarda le denunce di infortuni stradali con esito mortale, nel 2021 sono state 415, in aumento del 5,9% rispetto al 2020, a fronte di una riduzione del 19,2% del totale dei decessi denunciati, sulla quale ha inciso anche la riduzione dei casi mortali da Sars-CoV-2. Nel quinquennio 2017-2021 si osserva un andamento altalenante, con un numero di decessi più elevato nel triennio pre-pandemia e un picco nel 2018 con 600 vittime su strada, anche per il verificarsi di diversi incidenti plurimi che hanno causato la morte di più lavoratori, come il crollo del ponte Morandi a Genova, in cui persero la vita 15 lavoratori, e i due incidenti stradali in provincia di Foggia in cui morirono 16 braccianti. Al “rischio strada” è legato il 30% del totale dei casi mortali denunciati all’Inail nel 2021, ma nel triennio 2017-2019 l’incidenza era ancora più elevata, con una media del 44% e un massimo del 47% nel 2018.

I casi mortali nei primi otto mesi del 2022 sono 182. I dati provvisori relativi ai primi otto mesi del 2022, caratterizzati da dinamiche economiche positive rispetto all’anno precedente, registrano 40.165 denunce di infortuni con mezzo di trasporto coinvolto, di cui i tre quarti, quasi 32mila, avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Rispetto allo stesso periodo del 2021, l’aumento è di oltre quattromila casi (+12,6%), ma il numero di denunce resta comunque inferiore a quanto rilevato nel 2019 ante-pandemia (oltre 49mila). L’incidenza degli infortuni stradali sul totale delle denunce di infortunio tra gennaio e agosto del 2022 è pari all’8,3%, ma sale al 26,9% per i casi mortali. In questo periodo, infatti, i decessi provvisoriamente denunciati con mezzo di trasporto coinvolto sono 182, di cui 95 in itinere, in sensibile aumento rispetto ai primi otto mesi del 2021 (+16,7%), ma ancora in calo rispetto al 2019 ante-pandemia (-22,6%).

L’analisi del Dit sulle aree ad alto livello di traffico veicolare e pedonale. Il secondo contributo dell’Inail, elaborato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) e intitolato “Città metropolitane: analisi degli indici di infortunio sul lavoro con mezzo di trasporto coinvolto, riferiti ai nodi della rete stradale”, analizza le frequenze di infortunio nel quinquennio 2017-2021 e nei singoli anni 2020 e 2021, i relativi indici infortunistici e gli scostamenti determinati in corrispondenza delle aree di influenza di attraversamenti, semafori e stop, mettendo anche in relazione gli infortuni con gli stessi elementi dell’infrastruttura stradale. Confermando l’esito di precedenti studi sugli infortuni con mezzo di trasporto avvenuti nelle città metropolitane, le maggiori criticità si riscontrano nelle aree di influenza degli attraversamenti di Milano, dei semafori di Roma e degli stop delle città metropolitane di Roma e Torino. Nel 2020 la riduzione dell’esposizione dei lavoratori al rischio, dovuta a misure come il lavoro agile, è associata a un calo della frequenza degli infortuni stradali, ma anche a livelli di gravità media e di menomazione più elevati. Nel 2021, con il ritorno alla normalità, si registra il maggior incremento sul territorio dell’incidenza degli infortuni, che si dilata dalle zone urbane centrali verso quelle periferiche.

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