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Inail. Dal 2018 al 2022 aumentano le denunce di infortunio dei dipendenti pubblici

Nel quinquennio 2018-2022 il numero delle denunce pervenute all’Istituto nel 2022 è aumentato del 14,1% rispetto al 2018 e del 35,1% rispetto al 2021, complice il rientro al lavoro in presenza. A segnalarlo è il nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’INAIL, che approfondisce il tema della tutela dagli infortuni e dalle malattie professionali dei dipendenti della pubblica amministrazione.

 

Nella gestione per Conto dello Stato rientrano, per esempio, i dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali, della magistratura, così come i dipendenti e gli studenti delle università e delle scuole statali e regionali. Al contrario, per alcuni dipendenti pubblici ma non statali in senso stretto la gestione assicurativa adottata è quella dell’Industria e servizi, che comprende anche i lavoratori della sanità e assistenza pubblica.

Dal 2001 l’età media è cresciuta di sei anni, le lavoratrici sono il 59,1%. Prendendo in esame i dati occupazionali pubblicati dal Ministero dell’Economia e Finanze, tra il 2019 e il 2021, ultimo anno disponibile, l’andamento dei più di 3,2 milioni dipendenti della pubblica amministrazione non è soggetto a forti variazioni.

 

La quota che per l’Inail rientra nella gestione per Conto dello Stato, in particolare, è maggiore nei comparti “Funzioni centrali” (81,2% nel 2021) e “Istruzione e ricerca” (98,1%), che insieme raccolgono più del 45% del totale degli occupati della PA, con percentuali molto più basse invece tra il “Personale in regime di diritto pubblico” (10,0%) e nel “Comparto autonomo o fuori comparto” (5,0%).

 

Mettendo a confronto gli anni 2001, 2011 e 2021 emerge un costante innalzamento dell’età media (da 43,5 a 49,8 anni), del livello di qualificazione dei dipendenti, con la progressiva diminuzione della quota di personale con la sola scolarizzazione dell’obbligo, e della quota delle lavoratrici sul totale, passata dal 49,6% del 2001 al 55,0% del 2011, fino a toccare il 59,1% nel 2021.

 

Tre denunce su quattro riguardano casi avvenuti in occasione di lavoro. La prevalenza delle lavoratrici si riflette anche nella quota femminile sul totale delle denunce di infortunio nella gestione Conto Stato Dipendenti, che nel quinquennio 2018-2022 è pari in media al 71,5% degli infortuni e al 57,6% dei casi mortali. Dal punto di vista territoriale, fin dal 2018 ciascuna delle quattro aree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud raccoglie circa il 22% dei casi, con l’11% delle Isole come unica eccezione.

 

I 33.118 infortuni denunciati nel 2022 sono stati molto più frequenti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa rispetto a quelli occorsi nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Oltre tre denunce su quattro (75,6%), infatti, riguardano casi avvenuti “in occasione di lavoro” e il rimanente 24,4% “in itinere”. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 45 e i 64 anni con il 66,5% degli infortuni denunciati (70,0% per le donne e 58,0% per gli uomini).

Dopo la pandemia nuovo incremento delle malattie professionali. L’andamento delle denunce per malattia professionale dei dipendenti statali ricevute dall’Inail tra il 2018 e il 2022 rivela con chiarezza gli effetti della pandemia e della conseguente sospensione sia delle attività amministrative svolte in presenza negli uffici sia delle attività didattiche all’interno delle scuole, per dare spazio a modalità di lavoro e insegnamento a distanza. Se nel 2018 e 2019, infatti, sono state denunciate rispettivamente 670 e 642 patologie, con una variazione del -4,2%, nel 2020 la contrazione è stata decisamente più marcata, con un dato finale pari a 475 malattie professionali (-26,0%).

 

L’anno successivo con 494 casi ha fatto registrare un lieve rialzo (+4,0%), mentre la ripresa delle attività in presenza nel 2022 ha portato a 545 denunce, un numero ancora inferiore ai livelli pre-Covid ma in crescita del 10,3% rispetto al 2021. Il 38,6% dei casi accertati nel quinquennio ha riguardato le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, il 33,0% le malattie del sistema respiratorio e il 13,1% i tumori. La distribuzione delle tecnopatie fra gli uomini segue quella generale, ma con percentuali differenti: il 37,3% per le malattie osteomuscolari e il 23,1% sia per il sistema respiratorio che per i tumori. Fra le lavoratrici, invece, le patologie accertate più di frequente riguardano il sistema respiratorio (42,5%), seguite dalle malattie del sistema osteomuscolare (39,9%), da quelle del sistema nervoso (11,6%) e dai tumori (3,4%).

Periodico INAIL PDF: alg-dati-inail-2024-aprile-pdf

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