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Inail. Chi li ha visti?

Mentre le scriventi Organizzazioni Sindacali alzano il livello del confronto interrompendo le relazioni sindacali in attesa di ricevere doverose risposte dai Vertici del nostro Istituto, si prende atto di una sempre più grave e inquietante deriva rispetto ad Accordi condivisi sottoscritti a tutela sia della sopravvivenza dell’Inail sia per la valorizzazione di tutto il Personale.

Infatti, dopo aver denunciato pubblicamente, nel corso della riunione del 20 settembre

u.s. (v. comunicato unitario “Non ci siamo”), che l’intervento del responsabile della DCOD si era limitato all’ovvio e nulla aveva aggiunto rispetto a quanto già di dominio pubblico, apprendiamo che lo stesso dr. Tomasini continua a decidere in beata solitudine il futuro della Struttura e conseguentemente dell’Istituto, distogliendo risorse umane dalle attività istituzionali per dirottarle su quelle propedeutiche allo start-up dell’ormai nota società per azioni denominata “3 i” e ponendosi quale unico interlocutore verso quest’ultima, circostanza che potrebbe configurare evidentemente anche un palese conflitto di interessi, qualora lo stesso responsabile della richiamata Direzione Centrale venisse “casualmente” nominato all’interno degli organi della partecipata.

Tutto questo nell’assordante silenzio di coloro che sono stati chiamati a governare l’INAIL, soprattutto in un delicato momento di transizione che sta inesorabilmente coinvolgendo l’intero apparato pubblico: riproponendo l’immagine di una “orchestra istituzionale” che, così come sul Titanic nella notte del naufragio, anche nell’imminente affondamento, continua a suonare come se niente stesse accadendo.

Eppure, le scriventi, con specifiche note, avevano fornito tutti gli strumenti per avviare una doverosa riflessione comune su quanto stava accadendo all’interno dell’Istituto. Come troppo spesso è accaduto negli anni, tuttavia, si è preferito fare finta di niente rimandando le risposte ad un momento successivo che, ad oggi, non è mai arrivato.

Persino un istituto espressamente previsto dai CCNL per gestire in concertazione situazioni come quella che stiamo vivendo, ovvero l’OPI, (Organismo paritetico per l’Innovazione) è stato del tutto ignorato, come se non esistesse e i contratti di lavoro fossero carta straccia.

Lo stesso Direttore Generale, che ha parlato di sviluppo informatico e tecnologico come panacea di tutti i mali e soluzione di ogni problema, dovrebbe farsi raccontare di come, spesso e volentieri, in Inail è stata proprio la sconsiderata gestione della digitalizzazione, la sua incontrollata esternalizzazione e l’introduzione affrettata di procedure informatiche a rallentare, anziché facilitare, il lavoro e a gravare il personale di carichi aggiuntivi e logoranti.

In questi lunghi mesi di silenzio dell’Amministrazione, abbiamo ascoltato di fantomatici tavoli che dovrebbero occuparsi delle Politiche Sanitarie in merito a cui nulla trapela, se non vaghe ipotesi di devoluzione all’esterno di attività, non controbilanciate da opportuno potenziamento di altri asset più specifici per l’Istituto.

In tutto questo, non vi è traccia di alcuna forma di rispetto per il Personale: lo vediamo anche nelle piccole cose, che denunciamo inascoltati da troppo tempo. Un esempio sono le attuali modalità di svolgimento dei colloqui propedeutici alla valutazione, nei quali, spesso, ci si limita ad un incontro collettivo che non può che limitarsi alle linee generali e in nessun modo può scendere in un più consono approfondimento individuale.

Ricordiamo a questi dirigenti che la valutazione è una cosa seria e che è sempre più considerata e apprezzata nei meccanismi individuati per accertare il possesso delle competenze utili alla crescita professionale, sia sotto il profilo meramente economico che squisitamente giuridico. Proprio per questo, la stessa Amministrazione dovrebbe finalmente accedere alla richiesta di rivedere il sistema di valutazione individuale per renderlo più orientato all’oggettività e all’ipotesi, contrattualmente condivisa, di collegarla alla performance collettiva.

Sorgono, inevitabili, alcune domande:

  • esiste ancora chi si occupa di garantire una guida univoca per l’Ente e di assicurare uniformità gestionale sull’intero territorio?
  • Esistono indirizzi politici che pur osservando le leggi consentano all’Istituto di continuare a garantire i compiti affidati dalla Costituzione e, soprattutto, servizi di prossimità degni di questo nome?
  • C’è la volontà e la capacità Politica di rispettare i patti sottoscritti e impegnarsi per quella valorizzazione dell’Ente e del suo Personale, per ora solo a chiacchiere condivisa?

Molto altro si potrebbe aggiungere, ma a noi non serve tanto dimostrare l’ovvio, la palese esistenza di un vuoto istituzionale e di governance, quanto che qualcuno risponda a tutti i lavoratori dell’Inail che noi rappresentiamo e assuma, finalmente e senza esitazioni, la guida di un Ente che da oltre cent’anni è un faro della pubblica amministrazione e una certezza per i lavoratori di questo Paese. Non permetteremo in alcun modo che l’Istituto venga condotto al disastro.

E in attesa di tutte queste doverose e necessarie risposte, intendiamo proseguire nel nostro percorso di lotta proclamando per la giornata del 5 ottobre p.v., dalle ore 09:00 alle ore 12:30, una Assemblea Nazionale di tutto il Personale dell’INAIL, le cui modalità di svolgimento saranno successivamente comunicate con apposita nota di istruzioni.

 

COMUNICATO UNITARIO IN PDF

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