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Il differimento del Tfs/Tfr per i dipendenti pubblici
è un’appropriazione indebita da parte dello Stato

Nel nostro paese ci sono più di 1 milione e 600mila lavoratori pubblici il cui diritto alla liquidazione del Tfs/Tfr è stato e continua ad essere leso contro ogni legittimità costituzionale. Per ottenere l’anticipo della liquidazione, la cui procedura è tra l’altro lenta e dall’esito non scontato, si arriva a pagare più di 2000 € tra tassi di interesse e commissioni. Lo rilevano attraverso un’analisi le tre federazioni del settore pubblico della UIL – la UIL FPL, la UIL Scuola RUA e la UIL PA.

Il differimento della liquidazione del Tfs/Tfr per i dipendenti pubblici è stato un’enorme operazione emergenziale per fare cassa, la cui perpetuazione risulta oggi ingiustificabile. Una vera e propria appropriazione indebita da parte dello Stato: il Tfs/Tfr ha natura di salario differito e in quanto tale è costituzionalmente tutelato. Il differimento determina invece una fattispecie discriminatoria a danno dei lavoratori pubblici rispetto a quelli privati, per i quali la liquidazione avviene immediatamente.

Oggi la liquidazione arriva dopo 2 anni, se non addirittura 7 anni in caso di pensione anticipata, per di più a rate quando l’importo supera i 50.000€. Un differimento che non solo erode il potere d’acquisto, ma pregiudica in modo trasversale la qualità della vita delle persone e le costringe a pagare una penalizzazione qualora decidessero di avvalersi dell’anticipo offerto dall’Inps o dalle banche.

In attesa della sentenza della Corte costituzionale sul tema e alla luce del Rendiconto Generale 2023 dell’INPS -che dimostra l’andamento positivo di bilancio dell’Istituto- le tre federazioni del settore pubblico della UIL richiedono oggi un intervento politico per sanare una situazione anticostituzionale e priva, oggi, di giustificazioni economiche.

 

LEGGI IL DOCUMENTO IN PDF – Tfs/Tfr Pubblico impiego

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