In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Uil Nazionale ha realizzato una campagna di comunicazione per ribadire l’impegno dell’Organizzazione tutta su questo tema, a cui vi chiediamo di dare massima diffusione. Abbiamo voluto dare inizio a una riflessione e a un confronto che puntasse a far sentire gli uomini coinvolti, perché lo sono. Se è vero, infatti, che sono le donne a subire la violenza, è altrettanto vero che sono gli uomini ad agirla. Da qui dobbiamo partire se vogliamo trovare soluzioni efficaci per eradicare un fenomeno che è sociale, culturale e poggia saldamente su una concezione della donna ancora sistematicamente soggiacente allo sguardo degli uomini, al controllo degli uomini, al consenso degli uomini.
Il consenso: quello delle donne è un tema che solo superficialmente sembra semplice e lineare. La realtà, della cronaca e non solo, ci dice che non è così. Il caso di Gisèle Pelicot in Francia, dei gruppi Facebook “Mia moglie” e simili in Italia e tutti gli altri siti che stanno emergendo nel corso degli ultimi mesi, dove il corpo delle donne è usato, scambiato, mostrato, violato in ogni modo, senza mai porsi il tema o mostrare il minimo riguardo al
consenso della persona interessata, dovrebbero imporre una riflessione seria. Non di chi si occupa di diritti delle donne, ma di tutti, in quanto società. Come quella che ha portato, in Francia, all’introduzione del concetto di consenso nel reato di stupro: un consenso che deve essere “libero, informato, specifico, preventivo e revocabile”.
La Uil, le donne e gli uomini della Uil, non si tirano indietro davanti alla necessità di questa riflessione ampia, collettiva, che interroghi anche gli uomini dell’Organizzazione e li renda agenti di cambiamento. Perché non basta non essere uomini violenti: anche il silenzio, anche il girarsi dall’altra parte, considerarlo un argomento che non tocca, di cui non è importante né necessario occuparsi, significa rifiutarsi di fare la propria parte. Da qui nasce lo slogan, forte, scelto quest’anno: Il silenzio degli uomini è la voce della violenza.
Alcune informazioni pratiche: al link in calce a questa e-mail troverete tutte le declinazioni della campagna. Il nome del file evidenzia per quale contesto è pensato: i pdf sono tutti file pensati per la stampa, mentre per i social o anche per la condivisione via whatsapp abbiamo preparato dei formati specifici in modo da rendere sempre sufficientemente leggibile il testo, che per noi ha un valore importante. Vi chiediamo, quindi, di utilizzare il materiale coerentemente con la sua destinazione d’uso.
https://www.swisstransfer.com/d/ef8fb684-7a25-42e9-9b4d-fe86e9f8b3f1
Grazie per la collaborazione e il sostegno che sappiamo non farete mancare neanche
quest’anno.
Un caro saluto.
La Segretaria confederale Il Segretario generale
Ivana Veronese Pierpaolo Bombardieri

