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Colombi. Smart-working: solo la contrattazione
può fermare la politica del divide et impera

Grazie a un emendamento approvato in Senato nel corso della discussione per la conversione in legge del decreto-lavoro, apprendiamo con piacere che i lavoratori fragili con patologie accertate e certificate avranno diritto a continuare lo smart-working fino al 31 dicembre 2023. Analoga previsione riguarda i genitori di figli under 14, sia pure con alcune condizionalità.

Che dire? Scelta giusta e condivisibile. Se non fosse per un piccolo dettaglio. Le disposizioni di cui sopra, qualora entrassero effettivamente in vigore (i termini per la conversione in legge del decreto-lavoro scadranno ai primi di luglio), si applicherebbero soltanto ai lavoratori del settore privato. Per ora per i pubblici non è prevista nessuna proroga. Il che significa che dal prossimo 1° luglio – salvo interventi all’ultimo momento – i fragili e i genitori che lavorano nella Pubblica Amministrazione ritorneranno al regime orario pre-Covid.

Ancora una volta la politica sembra aver deciso che esistono lavoratori di serie A e di serie B. Quelli di serie B, ovviamente, sono i dipendenti dello Stato. Del resto, i tecnici hanno spiegato che il prolungamento dello smart-working per i dipendenti pubblici costa e occorre prima trovare le coperture economiche. Logica ineccepibile nel perfetto, spietato e irrazionale regime economico neoliberista che sta distruggendo la Pubblica Amministrazione italiana.

Per contrastare la strategia del divide et impera con cui si riconoscono certi diritti ad alcuni e li si nega ad altri occorre dare il massimo impulso in tutte le amministrazioni alla contrattazione integrativa per chiudere in tempi brevi gli accordi sul lavoro agile, secondo le linee indicate nell’ultimo CCNL Funzioni Centrali.

Per essere ancor più chiari: se qualche amministrazione ha in mente di far passare in cavalleria la contrattazione sullo smart-working per assegnare di fatto alla dirigenza il potere di concederlo in modo discrezionale ai propri dipendenti riportando tornando alle condizioni di tre anni e mezzo fa può star certa che troverà la UILPA sulla sua strada.

 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 22 giugno 2023

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