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Colombi. Sciopero INL, nessuna mossa subdola lo impedirà

Che il mondo del lavoro fosse sottoposto a una pressione politica per farlo arretrare il più possibile sul terreno dei diritti lo sapevamo da anni. Ma che si arrivino ad adottare misure che hanno il sapore di nuove forme di autoritarismo è francamente inaccettabile.

 

Ci riferiamo alle uscite del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Paolo Pennesi. Il quale a circa 24 ore dallo sciopero nazionale parrebbe aver inviato una email a tutti i dirigenti dell’Istituto invitandoli a contattare i Prefetti entro le ore 9 di domani mattina avvertendoli che i motivi dello sciopero del personale dell’Istituto Nazionale del Lavoro (tra cui il recupero degli arretrati) sono in via di risoluzione se non addirittura superati.

 

Se le cose stanno così, perché inviare una comunicazione di questo tipo ai Prefetti? Per intimidire i dirigenti dell’Istituto ancora sottoposti a interpello? Per mettere i bastoni tra le ruote al sindacato? Per dimostrare alla Ministra del Lavoro quanto è zelante? Per prepararsi una poltrona col prossimo ministro? Probabilmente tutti questi motivi.

 

Evidentemente il dott. Pennesi non si sarebbe reso conto che essere più realisti del Re è un segno di debolezza e non di forza. E che con la sua uscita ha danneggiato l’immagine del dicastero presieduto dalla ministra Calderone.

 

Non è facile diventare grand commis d’etat. Chi ha inviato quella email è inciampato. Lo sciopero si terrà.

 

Sandro Colombi, Segretario UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 29 ottobre 2023

 

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