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Colombi. Organici Funzioni Centrali in caduta
libera: per la prima volta sotto le 200mila unità

Ci risiamo: gli ultimi dati, aggiornati dalla Ragioneria Generale dello Stato al 2022, confermano che il comparto Funzioni Centrali è la Cenerentola della P.A. italiana.

 

Rispetto al 2021, il nostro comparto ha perso altri 6mila posti di lavoro, di cui oltre 4mila nei Ministeri, oltre 1.000 nelle Agenzie Fiscali e quasi 600 negli Enti Pubblici non economici. Per la prima volta siamo scesi sotto le 200mila unità (erano 330mila nel 2001) in servizio attivo, compresi i precari e il part-time. In poco più di vent’anni ci siamo giocati più del 40% del personale e l’incidenza occupazionale delle Funzioni Centrali sul totale della P.A. è scesa dal 9,4 al 6,1%, mentre l’età media dei dipendenti è passata da 46,9 a 53,6 anni.

 

In questa catastrofe ha del miracoloso l’attività che lavoratori pubblici riescono a svolgere. Solo l’impegno e l’abnegazione dei dipendenti dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali, degli Enti Pubblici non economici e di tutte le altre decine e decine di amministrazioni che compongono la galassia delle Funzioni Centrali impediscono il collasso della macchina pubblica.

 

Nonostante ciò il progressivo smantellamento delle funzioni pubbliche di servizio alla collettività prosegue come emerge da un altro dettaglio. Nelle Funzioni Centrali l’incidenza del “lavoro flessibile” (che comprende in massima parte i pecari con contratto a termine e i somministrati) rispetto ai rapporti a tempo indeterminato è più bassa (6,5%) che negli altri settori. Ma l’anno prima questa percentuale era pari allo 0,7%. Cosa è successo?

 

Semplice: iniziano a farsi sentire gli effetti del grande progetto di precarizzazione del lavoro pubblico portato avanti in questi ultimi anni dalla politica (senza distinzione di colore) con la scusa del PNRR e del ricambio generazionale. Sono i numeri a dirlo: nelle Funzioni Centrali si è passati da 771 unità di personale a tempo determinato nel 2020 a 1.096 nel 2021 e a 12.577 nel 2022 con un aumento del 1.047,1% anno su anno (+238,5% nell’ultimo decennio).

 

Questi dati si commentano da soli. E quando leggiamo le dichiarazioni di qualche ministro-imprenditore prestato per sbaglio alla politica su presunti faraonici piani annuali di assunzioni per rimpinguare gli organici (e le professionalità!) di una P.A. ormai alla frutta, ci viene da fare un appello.

 

Ministri, esperti, professoroni, consulenti, tecnocrati lavorate per un solo giorno in un ufficio pubblico per rendervi conto del fallimento delle vostre scelte politiche. Lo dovete a chi lavora. Lo dovete ai cittadini.

 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 17 maggio 2024

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