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Colombi. Lavoro pubblico: comincia
la stagione della mobilitazione

Se qualcuno nel governo pensava che il pubblico impiego potesse accontentarsi di una robusta mancia a Natale per infiocchettare qualche pacchetto in più sotto l’albero, evidentemente non aveva capito qual è il vero nodo della questione. Del resto, nell’ultimo incontro avuto col Ministro della Funzione Pubblica gli avevamo spiegato chiaramente che i problemi del lavoro pubblico non sono solo quelli economici, per quanto gravi. Sono anche, e forse soprattutto, quelli delle disastrose condizioni organizzative in cui versano quasi tutte le strutture degli uffici pubblici nazionali e territoriali. Strutture che, malgrado tutto, assicurano la continuità e l’erogazione dei servizi indispensabili a far funzionare la società e l’economia italiana.

 

Da anni tentiamo di spiegare a governi che brillano per olimpica indifferenza il livello di tensione a cui sono arrivati i lavoratori del pubblico impiego a causa delle scellerate politiche di smantellamento della P.A. portate avanti da trent’anni a questa parte. Ma niente: si persevera nell’errore. Infatti si continua a tagliare la spesa pubblica e a fare cassa sui servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche. Il che significa fare cassa sulla pelle dei cittadini.

 

Nei giorni scorsi, in occasione degli “Stati Generali del Lavoro Pubblico”, le categorie UIL che rappresentano i lavoratori delle Funzioni Centrali, delle Funzioni Locali e degli Organi Costituzionali hanno deciso di avviare insieme un percorso di iniziativa e di lotta sindacale che dia più forza alle nostre rivendicazioni. Abbiamo in comune un obiettivo: quello di fermare il degrado in cui versano le amministrazioni dei nostri comparti e invertire la tendenza.

 

Non ne possiamo più di assistere allo sfascio dei nostri enti, allo svilimento del nostro lavoro, alla lottizzazione degli incarichi, alla politicizzazione delle scelte e delle priorità, alla vanificazione dei nostri sforzi per far funzionare una macchina complessa, articolata e difficile qual è la P.A.

 

La vertenza che intendiamo portare avanti non è solo per i rinnovi contrattuali, ma per il rilancio dell’idea che un servizio pubblico è efficiente solo se viene gestito da soggetti pubblici efficienti. E siamo convinti che intorno a questo principio, che è un grande principio di cultura e di civiltà, non potranno non ritrovarsi insieme alla UIL tutte le forze sindacali che, pur provenienti da storie diverse, ne esprimono l’essenza grazie all’impegno quotidiano dei lavoratori che rappresentano.

 

Comincia una stagione di mobilitazione del lavoro pubblico che ci vedrà impegnati su molti fronti. La prima prova è già in arrivo. Lunedì 30 ottobre è stato proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, accompagnato da una manifestazione unitaria davanti alla sede della Prefettura.

 

Altre iniziative seguiranno e riguarderanno altri settori del pubblico impiego che erogano servizi essenziali, ma che sono vittime dell’inefficienza programmata messa in atto da questo governo e da quelli che l’hanno preceduto.

 

Amministrazione per amministrazione, manifesteremo apertamente il nostro malcontento, denunceremo gli impegni disattesi da parte della politica, le responsabilità, gli errori di programmazione e di gestione. Denunceremo all’opinione pubblica tutto ciò che negli anni ha contribuito a ridurre la macchina pubblica nelle drammatiche condizioni in cui oggi si trova.

 

La politica sta smantellando la Pubblica Amministrazione per favorire i privati. I risultati? Catastrofici: aumentano i prezzi e i servizi sono del tutto insoddisfacenti.  Non sono solo i lavoratori pubblici a non poterne più di queste truffe organizzate. È l’intera società italiana a non poterne più. Ora basta!

 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 27 ottobre 2023

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