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Colombi. L’Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale è una vergogna

Disegno di Luca Colafrancesco

L’ondata autoritaria che sta inquinando il Paese investe anche il mondo del lavoro. A farne le spese è il pubblico impiego, terreno dove sperimentare il ritorno di un sistema sabaudo di organizzazione dell’amministrazione dello Stato e dove i dipendenti devono soprattutto chinare la testa. Questo è in sostanza il contenuto politico dell’Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale 2022-2024 delle Funzioni Centrali. Un documento che pone le basi per rimettere indietro le lancette della storia e che è scritto apposta per stroncare sul nascere ogni tentativo di dare un senso a questa tornata contrattuale.

 

Il nuovo CCNL doveva servire a creare le condizioni per riportare nella contrattazione collettiva le materie relative all’organizzazione del lavoro, ai sistemi di misurazione della performance e alla formazione. Invece no. Quell’uomo dell’800 che è Zangrillo conferma che sono sottratte al confronto sindacale.  Caro ministro, non ci siamo. Se lei pensa di impedire ai lavoratori di dire la loro su temi che li riguardano sappia che non ci faremo imbavagliare.

 

Neanche ci faremo incantare da giochi di prestigio. Zangrillo infatti intende ridurre il monte ore straordinari per non compromettere la “neutralità finanziaria”, ma poiché la riduzione del monte ore comporta “criticità operative” ecco l’abracadabra: gli oneri per l’incremento della quota oraria di straordinario andranno messi a carico delle risorse contrattuali. In pratica il ministro con una mano dà e con l’altra toglie. Tanto è smascherato il gioco che ci vergogniamo per lui.

 

Senza vergogna sono poi le contorsioni a proposito della performance. Sfidando i numeri e il buon senso, la direttiva prevede che debba essere garantito un “congruo finanziamento” del salario accessorio collegato alla produttività individuale e collettiva. E con quali risorse? Evidentemente il ministro non sa che la consistenza dei fondi per il salario accessorio è bloccata da anni e che le risorse per i premi di produttività sono ridotte all’osso. Oppure pensa che i lavoratori delle Funzioni Centrali abbiano l’anello al naso e si accontenteranno delle “forme di premialità ulteriori” rispetto a “quelle di natura strettamente economica” quali attività di coaching, mentoring individuale, job-shadowing. Vada lei ministro a pagare la spesa al supermercato col mentoring individuale.

 

L’Atto di indirizzo firmato da Zangrillo è scandaloso, pieno zeppo di incongruenze e denota il totale disinteresse verso i problemi reali dei lavoratori delle Funzioni Centrali. E a poco serve il supporto fornito alle politiche governative da certi articoli pubblicati sulla stampa amica. Come quelli che parlano di 160 euro di aumento medio per i dipendenti pubblici. Peccato che nella direttiva non si faccia minimamente cenno a questa cifra, che rappresenta un classico esempio di disinformazione. Ma che significa aumento medio? Sono importi lordi o netti? Quale fascia economica è stata presa a riferimento per fare la parametrazione? E su quante unità di personale in servizio? Mistero assoluto.

 

Qualcuno spieghi al ministro e ai pubblicisti di regime che i dipendenti pubblici hanno perso il 15% del loro potere d’acquisto da quando l’ultimo CCNL è scaduto. Se al governo pensano che il sindacato sia disposto a sopportare altri giochetti di prestigio contabili sulla pelle dei dipendenti pubblici si sbagliano di grosso.

 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 3 giugno 2024

 

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