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Bombardieri. Occupazione e salari: si faccia una distinzione tra numeri reali e propaganda

Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri

Si faccia una distinzione tra numeri reali e propaganda, pronti ad un confronto con Confindustria.

 

Questi i temi trattati dal Segretario generale UIL, Pierpaolo Bombardieri, ospite del Panel “I sindacati tra cambiamento e conservazione” al Festival dell’economia di Trento.

 

L’Istat dice che gli occupati aumentano, ma come aumentano? Ricordiamo che rientrano in questa categoria anche le persone che hanno lavorato solo un’ora. Questi numeri, quindi, andrebbero incrociati con i dati dei nuovi avviamenti!
Ecco perché allora i giovani rifiutano molti lavori: ricevono offerte vergognose, lo possiamo testimoniare!

 

Questo è successo perché si credeva che la flessibilità sarebbe stata un bene. Noi, invece, abbiamo fatto uno sciopero generale contro l’abolizione dell’art 18 che dicevano avrebbe fatto arrivare aziende, ma di aziende non ne abbiamo vista nemmeno una.

 

C’è poi il problema dei salari, del recupero del potere d’acquisto su cui il Governo potrebbe fare qualcosa di più come detassare gli aumenti contrattuali invece che concedere l’ennesimo condono preventivo.

 

Non dimentichiamo poi la sicurezza. Certo il Decreto 81 è un buon pacchetto degli attrezzi. Ma se muoiono 1041 persone in un anno e ci sono 500 mila infortuni qualcosa non va e non si può fare finta di niente.

 

E, ancora, quando è che parleremo della produttività delle aziende? Siamo pronti a parlarne con Confindustria.
Quando ci decideremo a dare gli aiuti di Stato solo alle aziende che investono in innovazione, invece di tagliare i costi fissi abbassando i salari? Quando ci decideremo a dare gli aiuti a quelle aziende che non delocalizzano e applicano i contratti e le norme sulla sicurezza?

 

Infine, sarebbe ora di arrivare a una legge di sostegno dell’accordo interconfederale sulla rappresentaza firmato da CGIL, CISL, UIL e anche Confindustria. Il Governo ripete di voler rafforzare la contrattazione, però per farlo sul serio bisognebbe distinguere chi fa solo sí con la testa e chi invece rappresenta davvero le persone.

 

Tra l’altro saremmo curiosi di sapere se anche Orsini è stanco di avere 60 associazioni datoriali intorno ai tavoli!

 

Oggi manca il riconoscimento delle parti sociali! Se un Governo mi chiama cinque minuti prima del Consiglio dei Ministri, non c’è la volontà di un confronto, non c’é interlocuzione, non c’è trattativa: c’è un’informativa. È ovvio che cosí diventa difficile lavorare per costruire insieme un Paese diverso!

 

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