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Da FUTURO QUOTIDIANO, l'articolo di Velia Iacovino.

#GIORGIOBENVENUTO A #FQ, #RENZI GOVERNI NON COMANDI

Il premier deve fare il grande salto e cercare di diventare un uomo di sintesi e rinunciare a stare contro tutti e contro tutti. Solo così il paese potrà andare avanti e solo così si potranno affrontare e risolvere nel migliore dei modi le grandi battaglie che riguardano il mondo del lavoro, compreso l’articolo 18.  Lo ha sottolineato Giorgio Benvenuto, storico leader della Uil, segretario del Psi per 100 giorni nel 1993 nel pieno della bufera di tangentopoli dopo le storiche dimissioni di Bettino Craxi e poi parlamentare dell’Ulivo, dei Ds e del Pd.  L’occasione, la presentazione a Salerno, nell’ambito del quarto congresso nazionale Uil Pubblica Amministrazione, del libro scritto a quattro mani con Antonio Maglie “Il divorzio di San Valentino”, evento al quale ha partecipato come moderatrice Velia Iacovino, direttore editoriale di FUTURO QUOTIDIANO. Il volume, che fornisce uno straordinario spaccato della nostra storia recente, racconta quello che accadde il 14 febbraio del 1984, giorno che segnò la fine della Scala Mobile. Un provvedimento voluto dal governo Craxi per contenere l’inflazione che cresceva di giorno in giorno e che fu appoggiato da Uil e Cisl, ma non da tutta la Cigl, cosa che produsse una profonda e insanabile lacerazione all’interno del sindacato.

L’art. 18 è la prima o l’ultima delle battaglie da fare in questo momento così difficile per il paese?

Per principio penso che nel sindacato bisogna sempre discutere e cercare di non avere posizioni pregiudiziali, soprattutto quando si affrontano questioni così delicate dalle quali conseguono altre questioni e alla fine tutto si trasforma poi in una specie di bombardamento a tappeto. Ecco penso che siano importanti tre cose in questo momento. Primo, il presidente del Consiglio – e ho avuto anche modo di dirglielo- deve fare un cambiamento. E’ troppo uomo di antitesi. E’ troppo contro tutto e contro tutti. Per governare un paese bisogna essere un uomo di sintesi. E’ fondamentale che si realizzi un rapporto tra le parti nel quale abbia luogo un confronto. L’antitesi non serve, con l’antitesi non si va da nessuna parte. In secondo luogo – e ho detto anche questo al diretto interessato-  è  che il presidente del Consiglio in questo momento è tale per necessità e che lui ha avuto un successo necessitario. Dal consenso necessitato deve passare ore al consenso vero. Il terzo punto tocca il mondo dell’informazione: viviamo in un paese che  si divide in due grandi categorie, quelli che vengono diffamati e quelli che vengono elogiati dai ventriloqui nei talk show.

Qual è il messaggio da lanciare oggi al sindacato?

La Uil c’è. Il sindacato  oggi c’è ed è fondamentale. Certo non ha il potere di creare posti di lavoro. Ma è un interlocutore essenziale. Il suo ruolo oggi non è fare una battaglia di pensiero. Ma porsi come controparte, una controparte saggia e matura. Ma questo accade se ci sono le condizioni. Questo paese può essere diretto in due modi: o comandato o governato. Se è governato il cittadino è una controparte fondamentale, che deve essere rispettata e con la quale si deve fare il confronto.

(FUTURO QUOTIDIANO, citare la fonte)

http://www.futuroquotidiano.com/giorgiobenvenuto-futuroquotidiano-renzi-governi-non-comandi/