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Adoc. Stangata sui viaggi: dagli alberghi ai b&b, dagli stabilimenti ai gelati è caro vacanze

Fare le vacanze in Italia costa caro. Dal Trentino alla Puglia si prospetta un’estate calda. Secondo l’Adoc, Associazione Difesa e Orientamento Consumatori, nel settore turistico e della ristorazione quest’anno si registrano rincari fino al 20% rispetto all’anno scorso e un calo dei vacanzieri in molte Regioni d’Italia che preferiscono l’estero perché più economico, ma devono fare i conti con il caro voli.

 

Per trascorrere una giornata al mare in Puglia si arriva a pagare fino a 500 euro. Una famiglia con due figli spendono fino a 60 euro al giorno per un ombrellone e due lettini in prima fila, 15 euro in media per il parcheggio, 106 euro per una camera doppia in un B&B e 265 euro in albergo, con i conti (variabili) di pranzo e cena da 30 a 150 euro.

 

In alcuni stabilimenti balneari a Napoli, non è possibile portare con sé pasti e bevande perché vietato e quindi i vacanzieri sono obbligati a consumare in loco a prezzi bloccati e stabiliti dal gestore dello stabilimento. È un atteggiamento esclusivamente speculativo – ha spiegato Anna area, Presidente nazionale Adoc – visto che i gestori non hanno subito rincari delle materie prime che sarebbero alla base di eventuali giustificazioni degli aumenti dei prezzi.

 

Non va meglio nelle Marche dove si registrano aumenti dal 15% al 20%. Per un ombrellone e due lettini si spendono fino a 24 euro, con cifre più alte nella Riviera del Conero.

 

Per chi non vuole alloggiare in alberghi o B&b, l’affitto per un mese per un appartamento al mare sulle coste laziali varia da 2000 a 2300 per il mese di giugno, dai 3700 ai 4 mila euro per il mese di luglio fino ad arrivare anche 6 mila euro per il mese di agosto nel pieno dell’alta stagione.

 

Si registrano aumenti per le città di mare, ma anche nelle città di montagna del Trentino dove i costi sono raddoppiati rispetto allo scorso anno. In questa regione, aumenta anche il costo dei gelati che impenna del 15/20%, arrivando a costare 22 euro al chilo.

 

Tutte queste sono cifre esorbitanti – ha concluso la Presidente dell’Adoc – spesso si nascondono aumenti ingiustificati e speculazioni a danno dei consumatori. Chiediamo che si intensifichino i controlli da parte delle autorità competenti perché tutti abbiano l’opportunità di fare una meritata vacanza.

È un vero e proprio mare salato per i vacanzieri. Le disuguaglianze che aumentano nel nostro Paese a causa dell’inflazione e del caro prezzi si vive anche durante le vacanze. Con questi prezzi viene negata la possibilità di fare una vacanza o di andare anche solo un giorno al mare.

 

 

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